HELMHOLTZ, Hermann von. - N. il 3g. a. 1821 a Potsdam, m. a Charlottenburg l'8 sett. 1894. Si laureò in medicina nel 1842 con un lavoro di anatomia microscopica in cui scopriva la struttura cellulare dei gangli nervosi.
Studiò vari fenomeni biologici, tra cui la purefazione e le cause dei fenomeni fermentativi, il calore animale, la contrazione muscolare, la velocità di trasmissione della stimolazione nervosa ecc. Nel campo fisico rimase famoso (insieme a Mayer e Thomson) per l'applicazione della legge della conservazione dell'energia ai fenomeni elettrici e magnetici. Studiò gli organi di senso eseguendo esperienze fondamentali di fisiologia sperimentale delle sensazioni; i suoi dati accurati, l'ausilio di apparecchi che la sua valentia perfezionava e scognitava, l'acute spirito critico con cui interpretò e vagliò i risultati, resero le sue ricerche classiche.
Opere più notevoli: Über die Erhaltung des Kraft (1847), Beschreibung eines Augenspiegels zur Untersuchung des Netzhaut im lebenden Auge (Berlino 1851), Handbuch der physiologischen Optik (Lipsia 1866).
Giorgio M. Baffoni