HOUDON, JEAN-ANTOINE

HOUDON, Jean-Antoine. - Scultore francese, n. il 20 marzo 1741 a Parigi e ivi m. il 16 luglio 1828. Allievo di M. Slodtz, vinse nel 1761 il «prix de Rome» ma a Roma non si recò che nel 1764 e vi rimase fino al 1768.

Del periodo romano sono il *S. Brunone* a S. Maria degli Angeli e il modello di quella che doveva essere la statua compagna rappresentante *S. Giovanni Battista* (Galleria Borghese), derivata dal primo modello del suo famoso *Scorcitato*, frutto della sua passione per gli studi anatomici. Tornato in Francia si acquistò fama specialmente con i ritratti: numerosi quelli esposti nel *Salon del 1777*, tra i quali si ricordano quelli del conte e della contessa di Provenza, delle principesse Vittoria e Adele, di Turgot, di Gluck, di M.me Jaucourt, ecc. Uno dei suoi busti più celebri è certamente quello di Molière (1776), conservato al *foyer* del Théâtre-Français, e del 1781 è l'altra statua non meno famosa rappresentante voltaire seduto, alla Comédie Française, che concludeva una lunga serie di ritratti del filosofo. Tra gli altri busti sono da rammentare quello di Rousseau (1779), del Buffon, di Luigi XVI (1787). Il 22 luglio del 1785 si recò per alcuni giorni in America con il Franklin (di cui aveva anche fatto il ritratto), per preparare i bozzetti della statua di G. Washington, eretta poi nel 1796 nel Campidoglio di Richmond. La sua attività non si interruppe nemmeno con il sopraggiungere della Rivoluzione (busti di Bailly, di La Fayette, del Necker, 1791), ma

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Houdon, Jean-Antoine - Modello in gesso per la statua di S. Giovanni Battista (1764-68) - Roma, Galleria Borghese.

verso gli ultimi anni la sua opera mostra chiari segni di decadenza (busti del generale Napoleone, 1806; statua di Voltaire in piedi, al Pantheon; busto di Alessandro I, 1814). Tra le sue opere religiose si ricorda ancora il rilievo rappresentante Gesù che dà le chiavi a s. Pietro, già sul frontone di Ste-Genevieve e distrutto in seguito alla consacrazione della chiesa, e un altro S. Bruno al Museo di Dijon.

Il viaggio a Roma fu certamente determinante per l'arte dello scultore francese che appunto a Roma, sotto la suggestione del Winckelmann e affascinato specialmente dall'arte di Michelangelo, rinunciò all'arte barocca cui era stato educato da Slodtz, per tendere al classicismo. Classicismo che, se pure in lui si raggelò, lo pone fra i rappresentanti più significativi della nuova scultura francese che trovava contemporaneamente in pittura il suo corifeo in G. L. David. Le due statue di s. Bruno, entrambe a Roma, quella di Slodtz a S. Pietro e quella di H. a S. Maria degli Angeli, possono servire egregiamente a definire il contrasto tra il vecchio e il nuovo modo di vedere. Ma la fama di H. è soprattutto legata ai ritratti, curati specialmente per quanto riguarda l'espressione del viso e tendenti quindi ad una decisa caratterizzazione individuale: ché lo scultore, realista attento, ebbe sempre qualche principio della sua arte — come egli stesso ebbe a dire — il conservare la verità delle forme.

BIBL.: H. Vollmer, s. V. in Thieme-Becker, XVII, p. 560; sgg.: A. Scharf, Noch eine unbekannte Voltairebiste von H., in Pantheon, 1935, p. 119; Th. De Borgyay, H. à Weimar, in Ganz, des beaux arts, 1935, 1, pp. 364-69; A. Staring, H. en Nederlandsch in Oud Holland, 1940, pp. 212-21; Ch. Seymour, H.'s Washington at Mount Vernon re-examined, in Ganz, des beaux arts, 1948, pp. 137-58; L. Réau, A bust of Voltaire by H., in The Burr. Mag., 1949, pp. 63-64; P. Grigant, A marble bust of Robert Fulton by H., in The art quarterly, 1949, pp. 257-62.

GILBERTO RONCI