IMBECILLITÀ, IMBECILLI. - Gli imbecilli o «frenasteni» (v.) biopatici sono individui in cui l’insufficienza mentale, più o meno grave, ma IDIOTA (v.), è dovuta particolarmente a tare neuropatiche ereditarie, pur non essendo esclusi, in misura però meno grave, quei fattori tossici o infettivi di tanta importanza nella genesi dell’idiozia.
Dal lato organico gli imbecilli non presentano quelle gravi anomalie e malformazioni proprie degli idioti, né quella sintomatologia neurologica della sfera motrice così manifesta nell'idiozia; è spesso, però, presente in essi un difettoso e insufficente sviluppo corporeo, piccolezza del cranio (submicrocefalia), dismorfie del capo, volto, denti, orecchie, ecc., atipie morfologiche rivelatrici della tendenza degenerativa familiare. Da alcuni (S. De Sanctis) vengono descritte forme intermedie non facilmente classificabili nell'uno o nell'altro gruppo («imbecilli-idioti» o «frenastici bio-cerebropatici»).
Il grado di sviluppo intellettuale degli imbecilli è maggiore di quello degli idioti, ma non sorpassa all'incirca quello di un fanciullo prossimo alla pubertà. La deficienza appare dalla torpidità della percezione, tale quale è l'attività degli organi dei sensi, e dalla labilità dell'attenzione; particolarmente poveri sono i poteri più elevati della mente, che si manifestano con l'incapacità ai concetti astratti, a porre tra essi nuovi legami, a vagliare il valore nel ragionamento. In alcuni imbecilli risulta lo sviluppo unilaterale, a tipo meccanico, anche in grado assai elevato, di alcune facoltà (orecchio musicale, verbosità ridondante, memoria di date e numeri, estrema facilità al calcolo mentale, ecc.); elementi, però, non utilizzati organicamente in ragionevoli costruzioni mentali.
Nei riguardi dell'indole, gli imbecilli appaiono sotto il tipo torpido o il tipo eccitato. I primi conservano verso l'ambiente un contegno disinteressato e apatico, con tendenza all'automaticità riflessa, l'aspetto del volto è inespressivo, i gesti lenti e pesanti, il soggetto rimane docile senza prendere alcuna iniziativa. Gli imbecilli eccitati appaiono irrequieti, aggressivi, incostanti e capricciosi nella loro volontà, manifestando un'attività esterna spesso continua e senza sosta, che tradisce però, nella discontinuità e nell'incoordinazione del suo oggetto, l'illogicità e l'incoerenza dei motivi che l'anima; per cui vengono anche denominati instabili, particolarmente quando, passando in second'ordine il carattere dell'aggressività, prevale quello della dispersione nell'attività psichica e della dissipazione nella condotta pratica. Gli imbecilli eccitati, per l'inclinazione delle loro idee al tumulto e all'incoerenza logica, tendono alla fantasticheria, alle costruzioni mentali e a un parlare in cui l'attività mnemonica è falsata dalla fantasia, l'impronta dell'oggettività completamente assente, il giudizio deficiente; da ciò la tendenza al travisamento dei fatti e all'essere assai spesso bugiardi, non nel senso di menzogna deliberatamente voluta al fine di trarre in inganno o cavarne vantaggio, ma per il disordine della fantasia, per la mancanza di fedeltà e tenacia della memoria. Così, a somiglianza di quanto avviene in altri anormali psichici e psico-nerotici, si può giungere a testimonianze e a racconti concatenati e verosimigliani, completamente privi, però, di rispondenza alla realtà («psicologia fantastica», «mitomania»).
La coscienza morale degli imbecilli segna lo stesso livello di quella intellettuale, assai spesso anormale e pervertita per la completa assenza dei sentimenti più elevati, per cui la maggioranza di tali soggetti va considerata amore e antisociale. Sessualmente, la grave o completa deficienza di pudore si manifesta spesso con sfacciate forme di abuso e di perversione. In una determinata categoria di tali infermi, la mancanza di sentimenti morali passa tanto in primo piano da dare all'individuo l'intonazione del cosiddetto «imbecille morale» o «pazzo morale», mentre da alcuni si parla addirittura di «immoralità costituzionale», caratterizzata da assoluta insensibilità ai motivi superiori nel regolamento delle azioni, insofferenza di freno e di legami sociali, inducibilità, ottusità affettiva, insensibilità alle sofferenze altrui, tendenza ad associazioni o a lasciarsi dominare (succube) da altri in attività delinquenziali, a scivolare in aberrazione e delitti sessuali. La cosiddetta «scuola criminale positiva», auspici C. Lombroso e E. Ferri, volle creare il tipo del «delinquente nato», caratterizzato anche da particolari anomalie somatiche che, secondo i sostenitori di tale tipo antropologico, avrebbero avuto il valore di caratteri degenerativi ancestrali, segnalato di arresti o ritorni nella normale evoluzione filogenetica del genere umano. Tale individuo, per le note caratteristiche della ineuducabilità e della irresponsabilità costituzionale, avrebbe beneficiato della più assoluta non imputabilità.
Attualmente il classico concetto lombrosiano ha perduto il suo valore caro all'impostazione materialistica della persona umana, proprio dell'epoca in cui ebbe vita; da un lato, non viene più ammessa una costituzione delinquenziale nello stretto senso antropologico della parola, dandosi grande importanza, accanto alle caratteristiche neuropsicologiche del soggetto, all'educazione e all'ambiente quali fattori determinanti al delitto; dall'altro, l'indagine statistica mostra che la grande maggioranza dei reclusi in stabilimenti di pena è costituita da individui comuni, non somaticamente predestinati alla delinquenza (v. antropologia criminale; delinquente). È chiaro che con ciò non si vuole escludere l'eventualità del pazzo delinquente.
La educabilità degli imbecilli non può esser tracciata in maniera assoluta, dato che essa è subordinata al grado di sviluppo mentale del soggetto; in seno alla famiglia, essa si riduce il più spesso a un'opera d'isolamento sociale che potrà esser utile dal lato profilattico, specialmente in quei casi in cui la particolarità clinica della malattia rende l'individuo pericoloso per la società. A parte l'isolamento prudenziale negli istituti manicomiali, una qualche opera di sviluppo di quel tanto di facoltà presenti ed educabili nei singoli imbecilli potrà compiersi solo con i moderni metodi scientifici, attuati da personale tecnicamente addestrato in adatti istituti, particolarmente in quei soggetti meno colpiti, gruppo di passaggio ai freni-stenici meno gravi o minori (v. MINORATI PSICHICI).
La imbecillità, in rapporto alle profonde cause degenerative e alle eventuali alterazioni anatomiche più o meno manifeste dell'encefalo, particolarmente della zona corticale, non è suscettibile di cura medica; allorché la sifilide congenita entra in causa, sarà giustificata una cura specifica assai precoce, da cui potrà sperarsi, in alcuni casi, un arresto del male e un minor danneggiamento dell'individuo. A parte ciò, la cura rimarrà sintomatica, particolarmente sedativa (bromuri, luminale, ecc.) nelle forme con eccitazione.
Nella genesi dell'imbecillità, come s'è detto, giuoca fortemente il fattore ereditario; ciò non inteso nel senso erroneo che la ripetizione della malattia avvenga similarmente e fatalmente nella totalità dei discendenti, ma nel modo di ricompensa con quelle caratteristiche di ritorno e di percentualità proprie dell'eredità alternata mendeliana, a tipo a volte dominante (forme lievi), a volte recessivo (forme gravi). Non può invece considerarsi ereditaria in senso stretto la cosiddetta blastofitoria in rapporto all'azione di particolari agenti dannosi (alcool, sifilide, ecc.) estrinseci all'individuo, che abbiano agito sul plasma delle cellule germinali alterandone l'integrità; attraverso tali via, può aversi la nascita d'individui frenastenici da genitori di normale sviluppo intellettuale.
Nei riguardi dell'applicazione dei Sacramenti, va tenuto presente il livello di sviluppo mentale del soggetto e corrispondentemente il grado di comprensione e di deliberazione attribuibili alla sua coscienza e alle sue azioni; quindi, mentre il Battesimo dovrà sempre esser amministrato, gli altri Sacramenti verranno negati, oppure dati sotto condizione o senz'altro in quei casi in cui potrà farsi assegnamento su un minimo di disposizione (v. Sacramenti).