IMPRESSIONE

IMPRESSIONE. - Il termine acquista un significato tecnico in quelle teorie del conoscere che studiano il rapporto fra il mondo esterno e l'esperienza sensoriale, a partire specialmente da Aristotele che paragonò l'influsso dell'oggetto sui sensi a quello del sigillo sulla molle cera (cf.: De anima, II, 12, 424 a 19: l'i. è detta τὸ σημεῖον).

Bisogna arrivare all'empirismo inglese per avere una teoria della i. e specialmente a D. Hume che fonda il suo fenomenismo radicale sulla distinzione di i. e idea (Treatise on human nature, I. II, sez. I; ed. L. A. Selby-Bigge, Oxford 1928, p. 1 sgg.). Le i. sono di due specie: «i. di sensazione» se vengono dal mondo esterno, «i. di riflessione» se sorgono dall'iterazione delle esperienze già avute ovvero idee della memoria e dell'immaginazione. La distinzione fra i. e idee è nella maggiore vivacità e nel carattere di convinzione di realtà che accompagna le i. a differenza delle idee.

BIBL.: C. Fabro, Fenomenologia della percezione, Milano 1941, p. 66 sgg. Cornelio Fabro
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“IMPRESSIONE.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 1002. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/impressione.