INGEGNERI, MARC'ANTONIO. - Musicista, n. a Verona, probabilmente verso il 1545-47, m. a Cremona il 1 luglio 1592. Assai scarse sono le notizie biografiche. Compì i primi studi musicali nella scuola del duomo veronese sotto la guida di Vincenzo Ruffo, in quel tempo maestro di cappella; quasi certamente prese parte all'attività musicale svolta dall'Accademia filarmonica. Nel 1572 ricoprì la carica di prefetto di musica nella cattedrale di Cremona, ove è probabile che si fosse trasferito sin dal 1568; nel dic. 1581 fu nominato maestro di cappella ed in tale ufficio rimase sino alla morte. Ebbe rinomanza anche come violinista ed oltre che per l'attività di compositore è ricordato come maestro del grande Monteverdi. L'opera musicale è assai notevole: nel genere religioso un libro di messe a 5-8 voci ed un altro a 5 voci, quattro libri di Sacrae cantiones a 4, 5, 6 e 7-16 voci, due libri di inni a 4 voci, i Responsoria Hebdomadae Sanctae; nel genere profano 8 libri di madrigali a 4, 5 e 6 voci.
L'i. è stilisticamente affine al gruppo dei polifonisti dell'Italia settentrionale (Ruffo, Asola, ecc.) che si distinguono per una maggiore concisione nell'elaborazione del testo della Messa, in confronto dei maestri della scuola romana, più vicini alla complessa concezione fiamminga. L'opera religiosa più celebre ed artisticamente notevole è forse il citato libro dei responsori della Settimana Santa, che per lungo tempo fu attribuito al Palestrina, ma che l'esame stilistico compiuto dalla critica moderna ha restituito al vero autore. Molto notevoli sono pure i madrigali profani nei quali, attraverso una particolare chiarezza di struttura, è assai curato il rapporto espressivo fra parola e suono.