INGEGNERE. - Dalla voce ingenium (nel si- gnificato tardo di macchina, specialmente bellica) si fa comunemente derivare la voce i., attraverso la forma medievale enceignerius, costruttore di macchine.
Nell'antichità la personalità dell'architetto mal si distingue da quella dell'i. D'altra parte la semplicità delle macchine allora in uso, la loro applicazione, la loro diversità poco sviluppata, pur senza nulla detrarre alla genialità dei costruttori, offriva loro mezzi relativamen- te limitati e tradizionali. Non fa meraviglia perciò se sino al Rinascimento, pure attraverso costruzioni grandiosi e gigantesche, poco risalito acquista la figura del costruttore che rimane quasi quella di un maestro muratore o di un maestro carpentiere. Questo si avvaleva di esperienze secolari continuamente perfezionate, o di segreti gelosamente custoditi in seno alle corporazioni d'arte. Un'importanza di primo piano ed una figura tutta particolare e specializzata l'i. s'è conquistata so- prattutto con il finire del sec. XVIII; sorgono così le spe- cializzazioni di ingegneria civile, industriale, ferroviaria, navale, aeronautica, meccanica, elettrica, agraria, ecc., e la professione dell'i. acquistò d'importanza ogni giorno in proporzione del moltiplicarsi delle scoperte scienti- fiche e delle applicazioni tecniche.
La professione d'i. qual'è oggi esige una solida preparazione e per di più, dati i rapidi progressi scientifici, un continuo aggiornamento, requisito in- dispensabile all'affermazione personale, anche per i notevoli riflessi sociali dell'opera e per i numerosi e complessi problemi umani: morali, economici, finan- ziari, commerciali, ecc., che sono intimamente legati all'esercizio della professione stessa.
Anche per l'i. sono doveri di correttezza profes- sionale una rigida onestà e rettitudine negli affari, la carità verso il prossimo, il non lasciarsi assorbire dalla preoccupazione del guadagno in modo da com- promettere la sua drittura spirituale.
L'i. è molte volte uno scienziato egli stesso, che ha concentrata la sua indagine in un campo specialis- simo della scienza applicata; ma è soprattutto un tecnico che dà esecuzione a tali applicazioni, perfe- zionandole per quanto può, inserendo l'opera sua fra capitale e lavoro.
Al primo offre la possibilità di maggiore guadagno, al secondo quella di minore fatica, di più rapida esecu- zione, di minor numero di braccia. Il perfezionamento tecnico incide perciò enormemente nella vita sociale e l'i., che ne è il ministro immediato, ha un compito che deve essere pacificato nelle asprezze che ne insorgono in ordine alla produzione ed agli scambi.
Come capo di uomini, anche quando non sia diri- gente d'impresa (v.), l'i., per natura stessa della sua professione, ha rapporti con un mondo umano molto vario, che non può e non deve trascurare. Alcune volte sono rapporti di diretta dipendenza; altre volte il contatto avviene mediante intermediari, come capi- officina, capi-operai, ecc. In ogni caso importa che la formazione tecnica e morale sia tale da imporsi spontaneamente e conciliargli la stima, la fiducia e l'amore dei dipendenti.
La preparazione tecnica lo deve mettere in grado di impartire ordini di lavoro chiari, precisi e ben ponderati, per non imporre all'opera un lavoro a vuoto, il che com- prometterebbe notevolmente il suo prestigio. Ma non basta che l'i. sia un esperto conoscitore di macchine; lo deve essere soprattutto degli uomini, onde saper pro- porzionare capacità, carattere di ciascuno lavoro e trat- tamento.
BIML.: C. Albenga, Ingegneria, in Enc. Ital., XIX, pp. 227-231; Brandolese e Bellasio, I problemi morali dell'i. come capo d'uomo, in Atti del I Convegno nazionale dei laureati cattolici, Roma 1937, pp. 95-102; G. Colonnetti, I problemi attuali della professione dell'i. che interessano il pensiero e la vita cristiana, ibid., pp. 87-94; B. Dede, Influenza della scuola universitaria nella formazione professionale dell'i., in Studium, 35 (1939), p. 466; Sgr.: G. R., La funzione direttiva dell'i. fra le maestranze, ibid., p. 669; Sgr.: B. Dede, Periodo di tirocinio professionale dell'i., ibid., 36 (1940), p. 146; Sgr.: id., Mentalità tecnica d'oggi, in IV Coro cristologico, La morale di Cristo e le professioni, Roma 1942, pp. 213-224; B. Dede, Rapporti tra l'i. e gli operai, in Per una coscienza sociale, ivi 1943, p. 137; Sgr.: G. Colonnetti, La tecnica e lo spirito, Milano 1945, Luigi Morstabilini