«ISTE CONFESSOR DOMINI, COLENTES».
Inno dei Vespri nell’Ufficio del Comune dei confessori
pontefici e non pontefici, di cui sono ignoti l’autore e
l’epoca: io si trova nei manoscritti fin dal sec. x (cf. C.
Blume, Anal. hymnica, LI, Lipsia 1908, p. 134).
In strofe saffiche, esalta la santità nei suoi molteplici
aspetti, sintetizzando con classico movimento di forma
d’alta musicalità tutto un susseguirsi di concetti legati
da un tenue filo logico: la gioia per l’ingresso alla vita
eterna di chi ha confessato Cristo con una vita vissuta
ad imitazione della sua nell’esercizio eroico di tutte le
virtù, prudenza, umiltà, pudicizia, sobrietà, che sono la
sostanza della santità e che fanno del confessore un eroe
non inferiore al martire.
1856, pp. 372-73; V. Terreno, Gli inni del Breviario romano,
Mondovì 1932, pp. 318-19; A. Mirra, Gli inni del Breviario ro-
mano, Napoli 1947, p. 355.