LABRIOLA, ANTONIO. - Teorico del socialismo, n. a Cassino il 2 luglio 1843, m. a Roma il 12 febbr. 1904. Fu professore di filosofia morale all'Università di Roma dal 1873.
"Un avvicinamento lento e continuo ai problemi reali della vita, il disgusto per la corruzione politica, le relazioni con gli operai" trasformarono il suo socialismo astratto (Lettere a Engels, Roma 1949, p. 2) in un complesso ripensamento del pensiero marxista : per L. il materialismo storico si risolve nella filosofia della prassi concepita quale metodo di ricerca e non quale visione intellettuale (dove è però ancora vivo il deposito dell'eredità idealistica, perché il comunismo trova per L. la sua espressione nella coscienza di essere l'esito e la soluzione delle lotte di classe). La storia è sintesi di teoria e di pratica; in essa l'uomo "produce" (secondo una sua ben nota formula) sé stesso come determinatore e determinato della società. Vago il concetto che L. ha della religione : essa, nel terreno che le è proprio, può influire a tener destino nell'animo il "succo vitale" delle idealità; ma è chiaro che per L., logicamente avverso ad ogni accettazione metafisica, è un'assurda pretesa l'intuizione dell'universo.