LANFRANCO da CREMA (o da CREMONA). - N. nel 1189, m. a Bologna il 27 febbr. 1229; ricordato come uno dei celebri maestri giuristi di Bologna.
Secondo il Diplovotaccio, avrebbe insegnato l'utrumque ius (diritto canonico e civile), ma il Sarti avanza dubbi, perché al suo tempo il connubio tra i due diritti non era ancora stato attuato. Le sue glosse tuttavia denotano una cultura civilistica, e le sue citazioni di canonisti fanno pensare anche alla sua conoscenza del diritto della Chiesa. Dall'esame interno delle sue glosse si può dedurre che egli avrebbe fatto e glossato le prime tre Compilatione antiquae. Il celebre Tancredi se ne servì nella compilazione del suo Apparatus. Le sue glosse portano le sigle L., La., Lan., il che lo fece qualche volta confondere con Laurentius, canonista spagnolo. A questa confusione di sigle il Kuttner attribuisce la fama di L. canonista, che egli, con altri, reputa un errore. Il Gillmann ha dimostrato che le glosse attribuite a L. sono proprio di Laurentius. Sembra invece che L. sia stato il primo che abbia concepito l'unità dell'utrumque ius e che sia stato uno dei primi a tenere più lungamente l'insegnamento dei due diritti combinati a Bologna.
Nel 1203 si recò con altri ad aprire lo Studio di Vicenza, che non ebbe però lunga vita e fu sciolto nel 1209; egli tornò quasi subito a Bologna. Verso il 1217 entrò come oblato (il Necrologium s. Salvatoris lo dice conversus) fra i Canonici Regolari di S. Maria del Reno presso Bologna ai quali, in morte, lasciò molti beni. Qualche volta è citato dagli antichi canonisti.