LABEONE, MARCO ANTISTIO

LABEONE, MARCO ANTISTIO. - Giurista romano, n. forse nel 43 a. C., m. tra il 10 e il 22 d. C.

Figlio di un giurista, che era stato seguace di Pompeo e di Bruto, fu di sentimenti repubblicani. Percorse la carriera politica fino alla pretura, ma pare abbia rifiutato il consolato, ritirandosi a vita privata e passando sui mesi all'anno in città a dar responsi e ad insegnare e gli altri sei mesi in campagna a comporre le sue opere scientifiche. Secondo il racconto di Pomponio, riferito in D. 1, 2, 2, 47, L. sarebbe il fondatore di una delle due scuole in cui si divisero, nel primo secolo del principato, i giuristi romani, e precisamente di quella che, da Proculo, doveva assumere il nome di scuola proculiana.

Di grande genialità e fecondità lasciò, secondo la tradizione, 400 libri. Si conoscono almeno 15 libri di opere pontificio, alcune epistulae, 15 libri di responsa, una opera, probabilmente simile alla precedente, intitolata Pythana (Πυθανα), ed infine commenti alle XII Tavole, in due libri, all'editto del pretore urbano, all'editto del pretore peregrino (in almeno 30 libri). Ebbe grande fama e diffusione un'opera sua postuma in 40 libri, i Posteriores, collezione di responsi secondo il sistema del ius civile.

BIBL.: A. Pernice, Labeo. Römisches Privatrecht im ersten Jahrhundert der Kaiserzeit, 3 voll., Halle 1873-1900; P. Krüger, Geschichte der Quellen und Litteratur des Römischen Rechts, 2a ed., Lipsia 1912, p. 154 sgg.; P. de Francisci, Storia del diritto romano, II, 1, Milano 1938, p. 352 sgg.; V. Arangio-Ruiz, Storia del diritto romano, 6a ed., Napoli 1950, p. 278 sgg.