LANGTON, STEPHEN

LANGTON, STEPHEN. - Teologo e cardinale,
n. in Inghilterra ca. il 1150, m. a Slindon il 9 luglio
1228. A Parigi seguì le lezioni di Giovanni Beleth
e di Pietro Comestor, e ottenuto il magistero in teo-
logia verso il 1180, insegnò nell’Università per una
ventina d’anni.

Creato cardinale da Innocenzo III (22 giugno 1206)
e arcivescovo di Canterbury (donde il nome di Stephanus
Cantuarienis) il 17 giugno 1207, la sua elezione fu con-
testata dal re d’Inghilterra, ed egli non poté entrare in
sede che nel 1213. Come arcivescovo cantuariense ebbe
un’attività, che incise nella storia nazionale d’Inghilterra:
cooperò alla redazione della Magna Charta, presiedette
nel 1228 al Concilio di Oxford. Secondo l’uso medievale
ebbe il titolo di Doctor nominatissimus. Uomo straordinaria-
mente colto, scrisse postille e glosse a quasi tutti i libri
della S. Scrittura, un commento alla Historia scholastica
di Pietro Comestor, quaestiones e sermones in gran numero,
soprattutto due summae teologiche di particolare impor-
tanza. Se si eccettua il Sermo in transl. s. Thomae Cantua-
riensis (PL 190, 407-24) tutto è rimasto inedito. P. Glo-

rieux (Répertoire des maîtres en théologie de Paris au XIIIe siècle, I, Parigi 1933, pp. 238-60) fa un elenco esatto di tutte le opere del L. con l'indicazione dell'incipit e dei codici, ove sono contenute.

BIBL.: F. M. Powicke, S. L., Oxford 1928; O. Lottin, L'au-theticité de la Summa d'Étienne L., in Zeitschrift für Kath., Theologie, 53 (1929), pp. 495-504; G. Lacombe - I. Smalley, Studies on the Commentaries of card. S. L., in Archives d'histoire doctrinale et littéraire du moyen âge, 5 (1930), pp. 1-266; A. Londrauf, Zur Chronologie der Werke S. L.s, in Recherches de théologie ancienne et médiévale, 3 (1931), pp. 67-71; J. Kürzinger, Neuere Forschungen zur Exegese des Kardinals S. L., in Biblica, 13 (1932), pp. 385-98; I. De Ghellinck, L'essor de la littérature latine au XIIe siècle, 2 voll., Parigi 1946, passim (v. indice); id., Le mouvement théologique du XIIe siècle, 2a ed., Bruges - Pannat, 1948, passim (v. indice).