LAROMIGUIÈRE, PIERRE. - Filosofo, n. a Livingac (Aveyron) il 3 nov. 1756, m. a Parigi il 12 ag. 1837. Fu ordinato sacerdote nel 1785, ma non disse Messa che una volta. Prestò il giuramento civile del clero nel 1791, e depose l'abito nel 1792. Fu professore (1811-13) nella facoltà di Lettere di Parigi. La sua più importante attività di pensatore è compresa tra il Projet d'éléments de métaphysique (1794) e le Leçons de philosophie (1815-18).
Continua il sensismo del Condillac, introducendo però il concetto di «attenzione» generatrice dello spirito, e insistendo sull'idea di anima generatrice dell'attenzione stessa. L'anima che per L. è attiva e immortale produce le facoltà della volontà, del bisogno, della preferenza e della libertà. Pur nella sua mediocre dialettica il L. (che è rimasto, tutto sommato, uomo del Settecento) è figura suggestiva per l'esame del passaggio dal sensismo illuministico allo spiritualismo romantico.