LE FÈVRE D'ETAPLES, JACQUES. - N. a Etaples verso il 1455, m. a Nérac nel genn. 1536. Scrittore ed esegeta, cominciò a modellare il suo pensiero sulla falsariga del rinato umanesimo a seguito di un soggiorno in Italia (1492).
Nel 1498 pubblicò la Theologia civilificans, con il sottotitolo di Cibus solidus, un'edizione latina di tre opere dello Pseudo-Areopagita: Caelestis Hierarchia, Ecclesiastica Hierarchia, Divina nomina. Nel decennio seguente stampò «pro piorum recreatione» molti opuscoli greci e latini quali la Theologia Damascei [*De fide orthodoxa], l'Adversus Eunomium e l'Exumeron di s. Basilio, le Contemplationes del Lullo, il De Trinitate di Riccardo di s. Vittore, ecc. Nel 1507 andò ad abitare a Saint-Germaindes-Près, di cui il suo discepolo Guglielmo Briçonnet era divenuto abate. A contatto con i monaci maturò l'ultimo sviluppo del suo pensiero, risalendo alla prima fonte del sapere cristiano, la S. Scrittura. Nel 1509 pubblicò il Psalterium quintuplex, arricchito di sobria note esegetico-spirituali. Quest'opera fu conosciuta e postillata da Lutero. Nella celebre opera Sancti Pauli epistolae XIV ex vulgata editione* (1512), cerca di conciliare fede e opere. Secondo alcuni esegeti egli non accetta il dogma del peccato originale e crede alla totale libertà umana. Il forte desiderio di Le F. di «tornare» alle Scritture è parallelo ma non coincidente con il luteranesimo. Il suo contatto con il protestantesimo è stato comunque notevole: difende nel 1514 contro la Sorbona il Reuchlin; è stimato da Lutero; secondo alcuni interpreti protestanti è vicino alle teoriche della riforma nel credere
che la Messa è solo atto di commemorazione e nell'opposizione al culto dei Santi e della Vergine. Centrando il suo insegnamento sulla Scrittura (la sua traduzione è rimasta classica) e indirizzando la sua devotio su una non precisa determinatezza dogmatica, è tra gli iniziatori del cosiddetto evangelismo. La sottovalutazione dell'elemento gerarchico, la tendenza a volgarizzare la Bibbia e l'evidente infiltrazione di alcune idee luterane tra i membri del gruppo di Meaux (vi era il Farel), lo esposero agli attacchi della Sorbona, ad evitare i quali fuggì, verso la fine del 1525, a Strasburgo. Secondo alcuni interpreti cattolici egli non è uscito dall'ortodossia proprio perché il suo pensiero, così ricco di sfumature, va interpretato secondo i modi dell'evangelismo. Le F. morì ospite di Margherita di Navarra, dalla quale era stato nominato bibliotecario di Blois.