LASSALLE, FERDINAND

LASSALLE, FERDINAND. - Agitatore socialista e filosofo, n. da famiglia ebraica a Breslavia l'11 apr. 1825, m. a Ginevra il 31 ag. 1864 (il vero nome della sua famiglia era Lasel, o Lasset, che egli poi franciza- sizzò in occasione del suo soggiorno in Francia). Con la sua attività ideologica e politica preparò in Germania il terreno alla penetrazione del marxismo. Studiò a Berlino; subì l'influsso di Hegel; successivamente entrò in relazione con Carlo Marx; durante le agitazioni del 1848-49 scontò alcuni mesi di pri-gione. Tra i suoi scritti è da ricordare anzitutto il giovanile Franz von Sickingen (Berlino 1859), dramma che, pur riferendosi al tempo della «riforma» lu-terana, è pervaso di aneliti rivoluzionari moderni. Nel System der erworbenen Rechte (Lipsia 1861) si rispecchiano aspirazioni socialiste e spunti hegeliani. Il suo Arbeiter-Programm (Berlino 1862) occupa un posto notevole nello sviluppo del movimento operaio tedesco e nei conti di spezzare la «legge bron-zea» del salario. Importante, sul piano economico, il suo lavoro intitolato Herr Bastiat-Schulze von De-litzsch (ivi 1864).

Ancora giovanissimo, L. aveva colpito per la vivacità e precocità del suo ingegno uomini come Heine e Hum-boldt. Tutto preso dai problemi economici e sociali in un'epoca di diffuso positivismo e materialismo, mantenne alcuni tratti inconfondibilmente romantici: la contessa Sofia Hatzfeld, che egli difese contro il marito, esercitò intellettualmente e sentimentalmente notevole influsso su di lui. Durante la guerra del 1859 simpatizzò con il Risorgimento italiano, fu antiustriaco e, in certo qual modo, nazionalista tedesco. Fautore del suffragio uni-versale, fu tuttavia fiero avversario dei liberali; per scopi tattici, tentò un avvicinamento politico a Bismarck. Momenti politici e filosofici diversi e talvolta contrastanti s'incrociavano nel suo pensiero che, tuttavia, va in primo luogo ricollegato alle tradizioni dell'idealismo germano. Il Mehring notava acutamente come le incer-tezze ed imprecisioni dell'idealismo di L. costituissero ad un tempo la sua debolezza e la sua forza polemica.

Il Mondolfo sintetizzava così il significato della sua figura e della sua opera: «Spirito energico e battagliero, voleva agitar masse e agitare idee... la filosofia doveva dare le armi alle lotte sociali, la teoria doveva esser stru-mento della praxis... Alla consistenza dell'opera sua noceque... l'aver collegato i suoi studi con finalità pra-tiche». Temperamento assai diverso da Marx, auspicò tuttavia tra i primi un partito proletario indipendente. Aspirazioni del primo e del secondo Ottocento sembravano essersi incontrate nell'opera sua in modo attraente e sconcertante.

Bibl.: W. Sombart, Sozialismus und soziale Bewegung im 19. Jahrhundert, Breslavia 1918, passim; R. Mondolfo, Sulle orme di Marx, Bologna 1919 (e ed. successive), passim; E. Di Carlo, F. L., Palermo 1919; K. Vorländer, Marx, Engels und L. als Philosophen, Stoccarda 1921; E. Renner, L. Berlino 1923; F. Wehling, s. V. in Staatslexikon, III, coll. 837-84; B. Kielmann, L.s Arbeiterprogramm, diss., Giessen 1932. Wolf Giusti