LAUDES DOMINI. - Poemetto annimo dell'inizio del sec. IV, opera di un retore di Flavia Aedourum (= Autun) che in 1488 esametrì composto: « L. D. cum miraculo quod accidit in Aeduico ».
Un vedovo, quando fu deposto nel sepolcro, fu salutato dalla moglie, già da lungo tempo morta. Questo miracolo dà occasione di parlare dell'avvicinarsi del Giudizio divino e di pronunciare un panegirico in onore di Cristo, creatore e salvatore del mondo. Fu scritto fra il 316 e il 323, con imitazioni di Virgilio e Ovidio. È conservato in un solo manoscritto di Parigi del sec. IX.
Bibl.: Il testo si trova due volte in PL 19, 379-86; 61, 1091-94. La migliore edizione è però quella di W. Brandes, Über das frühchristliche Gedicht « L. D. », Braunschweig 1887, con commento. Studi: M. Manitius, Geschichte der christlichen Liturgischen Poesie, Stoccarda 1891, pp. 42-44; Moricea, II, 11, p. 788 sq.; G. Bardy, in Mém. de l'Acad. de Dijon 1933, p. 306 sq., emette l'ipotesi che Relicio di Lione sarebbe la persona presupposta nel miracolo.