LAUDES DOMINI

LAUDES DOMINI. - Poemetto anonimo dell'inizio del sec. IV, opera di un retore di Flavia Aeduorum (= Autun) che in 148 esametri compose: « L. D. cum miraculo quod accidit in Aeduico ».

Un vedovo, quando fu deposto nel sepolcro, fu salutato dalla moglie, già da lungo tempo morta. Questo miracolo dà occasione di parlare dell'avvicinarsi del Giudizio divino e di pronunciare un panegirico in onore di Cristo, creatore e salvatore del mondo. Fu scritto fra il 316 e il 323, con imitazioni di Virgilio e Ovidio. È conservato in un solo manoscritto di Parigi del sec. IX.

BIBL.: Il testo si trova due volte in PL 19, 379-86; 61, 1901-04. La migliore edizione è però quella di W. Brandes, Über das frühchristliche Gedicht « L. D. », Braunschweig 1887, con commento. Studi: M. Manitius, Geschichte der christlich-lateinischen Poesie, Stoccarda 1891, pp. 42-44; Moricea, II, II, p. 788 ag.; G. Bardy, in Mem. de l'Acad. de Dijon 1933, p. 306 ag., emette l'ipotesi che Relicio di Lione sarebbe la persona presuppesa nel miracolo.

Erik Peterson

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“LAUDES DOMINI.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 583. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/laudes-domini.