LAVATER, JOHANN KASPAR. - Scrittore e parroco protestante, n. a Zurigo il 15 nov. 1741, m. ivi il 2 genn. 1801. Formò la sua cultura filosofico-religiosa sui testi di Zwingli, del Leibniz e del Rousseau. L'influenza poi del razionalismo illuministico venne mano di un essere attenuata dalla sua complessiva mistica pietista. Nominato diacono dell'orfanotrofio di Zurigo, poi pastore nella chiesa di S. Pietro, fu oratore notevolissimo.
Le sue opere più note sono: Geheimes Tagebuch von einem Beobachter seiner selbst (1771-73); Physiognomische Fragmente zur Beförderung der Menschenkenntnis und Menschenliebe (1775-78). Applicò il metodo psicologico all'indagine fisionomica mirando a cogliere, insieme con i caratteri dell'uomo, i motivi dell'elevazione della creatura umana a Dio. Compose anche poesie liriche ed epiche di poca importanza; la sua opera letteraria rimane nel complesso frammentaria, in parte contraddittoria e indietro fondamento scientifico, il che è attestato, tra l'altro, dall'interesse che il L. ebbe per l'occultismo.