LATIMER, Hug. - Vescovo anglicano, uno dei capi della «riforma» inglese, n. a Thurcaston (Leicestershire) ca. il 1480-90, m. ad Oxford nel 1555. Prima avversario della «riforma» protestante, tanto da ricevere il baccellierato con una dissertazione contro Melantone (1524), inclinò poco dopo verso il protestantesimo. Acquistò presto fama di predicatore. Il vescovo di Ely, West, lo sospese dalla predicazione (1525), ma egli poté continuare egualmente in un convento di Agostiniani davanti a foltissimo pubblico. Molte sue affermazioni suscitarono grande scalpore.
Nel 1530 fu quaresimista di corte e predicò di fronte ad Enrico VIII. L'anno seguente ebbe la parrocchia di Westkington (Wilshire) e grazie ai guadagnati favori reali evitò una ormai sicura condanna per la sua predicazione eretica. Lo scisma inglese lo portò in posizione di rilievo. Nel 1535 divenne arcivescovo di Worcester ed appoggiò l'opera di T. Cromwell. Contrario agli «articoli di uniformità», che rifiutò di sottoscrivere, venne destituito e visse per vario tempo appartato, fino al 1548 allorché, salito al trono Edoardo VI, riprese la sua predicazione. Le sue prediche di quel tempo rimasero famose per certi temi di importanza sociale che vi venivano affrontati, quale la sostenuta immoralità di certi aspetti dell'economia agraria inglese. Nel 1548 il L. poteva considerarsi praticamente un calvinista. Maria la Cattolica (v.), venne chiamato a Londra. Non fuggì: si presentò ad una pubblica discussione in cui dichiarò le proprie convinzioni. Falliti i tentativi per farlo ritrattare, il 16 ott. 1555 fu mandato al rogo.