LATINE FERIE

LATINE FERIE. - Antica festa celebrata sul Mons Albanus (attuale Monte Cavo) in onore di Giove Laziale. Le testimonianze relative derivano naturalmente dall'epoca in cui Roma era già una grande potenza: ma esse lasciano intravedere che le origini del culto risalgono ai tempi in cui Roma non era che una delle numerose comunità latine del Lazio. La festa viene celebrata, appunto, da queste comunità, con a capo, nei tempi storici, Roma, ma in tempi più antichi forse Alba Longa. La festa è

essenzialmente la celebrazione dell’unità di stirpe dei Latini: infatti, il dio ha l’appellativo Latiaris, la festa si chiama feriae latinae, il sacrifizio Latiar; il dio è mitologicamente concepito come Latinus – re leggendario dei Latini – divinizzato; la cerimonia contiene una specie di comunione: la carne del toro sacrificato viene distribuita ai partecipanti (diritto di carnem petere); per i giorni della festa vige una tregua santa tra i popoli latini.

Nell’ordinamento festivo romano la celebrazione non aveva una data fissa, ma veniva indetta di anno in anno in primavera. Durava quattro giorni. Il sacrificio doveva esser presenziato dai consoli o, in loro assenza, da un dictator appositamente nominato, mentre i sommi poteri a Roma passavano a un praefectus feriarum latinarum causa. Bastava un qualsiasi errore di forma nella celebrazione per invalidarla e determinare la sua ripetizione. Non noti diversi elementi del rito. Il vino era escluso dal sacrificio e la libagione avveniva con il latte. Alla festa partecipavano anche gli schiavi. Singolare il rito compiuto con l’altalena e interpretato, almeno più tardi, come una ricerca, anche nell’aria, del re Latino scomparso.

È da menzionare che il tempio di Giove Laziale, i cui resti sono stati messi alla luce dagli scavi, come costruzione di pietra e contemporaneo al tempio di Giove Capitolino. Tra i due culti sono stati creati nessi significativi: durante le feriae latinae avevano luogo ludi in Campidoglio. La vittima sacrificale era in entrambi i culti il toro bianco. Coloro cui veniva negato il diritto del trionfo in Campidoglio, potevano organizzare un’analoga celebrazione al Monte Albano.

BIBL.: W. Warde Fowler, The roman festivals, Londra 1899, p. 275 sq.; G. Wissowa, Religion und Kultus der Römer, 2a ed., Monaco 1912, p. 124 sq.; C. Koch, Der römische Jupiter, Francforte S. M. 1937, p. 127.