La più importante fonte storica di notizie su L. è data da uno scrittore (l'Anonimo IV di C. E. H. Coussemakear: Scriptores de musica medii aevi, I, Parigi 1864, pp. 327, 341) del sec. XIII che lo chiama optimus organista, cioè compositore di organa dupla, in cui la voce superiore aveva carattere melismatico mentre la voce inferiore (tenor) «teneva» con note lunghe «a pedale» la melodia.
Una raccolta di ca. 90 suoi organa (composizioni 2 parti per tutto il ciclo liturgico, dal titolo Magnus liber organi de graduali et antiphonario pro servitio divino multiplicando), fu in uso fino all'epoca del suo grande successore Perotinus, che lo rimaneggiò e vi aggiunse le proprie opere.
L. è la prima grande figura di musicista della nuova epoca, costituendo egli il passaggio tra lo stile ritmica-mente libero di St. Martial di Limoges e lo stile strettamente ritmico, secondo i modi ritmici, che sarà poi usato da Perotinus. Tra le composizioni attribuite dalla critica a L. si ricordano: Haec dies, Crucifixum in carne laudate e Deum time, brani che sono stati anche incisi su dieci fonografici.