LIBER PONTIFICIALIS

LIBER PONTIFICIALIS. — È la raccolta delle biografie dei vescovi di Roma da s. Pietro a Pio II. Martino Polono fu il primo che ne attribuì la paternità a Damaso (cf. Chronicon summorum pontificum imperatorumque ac de septem aetatibus mundi, fino al 1247, Torino 1477), attribuzione che si riscontra poi in alcuni manoscritti del sec. XV, che recano in margine, o nel testo della biografia di Martino V, "annotazione: Liber iste intitulatur Damasus de gestis pontificum". Onofrio Panvinio nei suoi Fastorum libri V a Romulo rege usque ad imperatorem Carolum V (Venezia 1558) ritenne che le biografie dei papi si dovessero attribuire ai seguenti autori: a Damaso, le "ite da Pietro a Liberio; ad Anastasio il Biblioteca, da Damaso a Niccolò I; a Guglielmo il Bi-

Article illustration
(fti. Enc. Gell.)
L. Ibermann, François-Marie-Paul, venerabile - Ritratto.

frasse, mettendo a profitto in modo mirabile le documentazioni offerte da altre fonti letterarie e monumentali.

Per iniziativa di H. Pertz la società dei MGH, volendo inserire nella sua collezione il L. P., aveva fin dal 1822 iniziato una serie di studi, apparsi in Archiv e Neues Archiv e altrove; p. es., J. M. Waterich, Pontificum Romanorum, qui fuerunt inde ab exeunte saec. IX usque ad finem saec. XIII vitae ab aequilibus conscriptae (Lipsia 1862) e R. A. Lipsius, Chronologie der römischen Bischöfe (Kiel 1869). Ma affidò l'incarico della edizione prima al Pabst e poi a Th. Mommsen, il quale ne iniziò la pubblicazione nella serie: Gesta pontificum Romanorum dei MGH: L. P., pars prior (1898). Preceduto da una laboriosa introduzione, ma senza commento al testo, il volume giunge fino a tutta la vita di papa Costantino (708-715); la continuazione, affidata a W. Lewison, non è ancora stata pubblicata.

Nel 1911 il p. J. M. March scoprì nella Biblioteca capitolare di Tortosa e pubblicò un manoscritto del L. P., più antico, più completo e più corretto di quello Vat. lat. 3764, che contiene le biografie dei papi fino ad Onorio II: L. P. prout exstat in codice manuscripto Dertusensi textum genuinum complectens hactenus ex parte editum Pandulphi scriptoris pontificii (Barcellona 1925).

Infine R. Valentini e G. Zucchetti, nel Codice topografico della città di Roma (II, Roma 1942, pp. 209-340) hanno riprodotto dal L. P. le notizie topografiche relative alla città di Roma, sino a Onorio II, omettendo però le indicazioni topografiche delle donazioni attribuite a Costantino inserite nella biografia di papa Silvestro.

II. Data di composizione

Il Duchesne pose la prima compilazione del L. P. avanti al 530, probabilmente sotto Ormisda (514-23). Essa è conosciuta solo nei due compendi «Feliciano» e «Cononiano», il primo detto così perché si arresta a Felice IV (526-30), il secondo perché giunge a Conone (686-87). Il testo completo rimaneggiato sarebbe della metà del sec. VI (L. Duchesne, Le L. P., I, p. LVII sgg.).

Il Mommsen, invece, mise in rilievo la diversità delle due epitomi, indicante la provenienza da due diversi testi; pose la data di una prima recensione ai primi decenni del sec. VII e di una seconda alla metà dello stesso secolo; ritenne che l'autore della vita di S. Pietro abbia tenuto presente la lettera di Gregorio Magno al patriarca Eulogio e vide una conferma alla sua tesi nel silenzio di Gregorio di Tours (538-94), di Isidoro di Siviglia (m. nel 636) e nell'attribuzione a Clemente del digiuno prepara quelle di istituzione posteriore al 604. In ogni caso la data della composizione è anteriore alla fine del sec. VII, al quale appartiene il codice Neapolitanus IV, A, 8. Contro la tesi del Mommsen replicò il Duchesne con La nouvelle édition du L. P. (in Mélanges d'arch. et d'hist., 18 [1898], pp. 381-417).

III. Fonti

Già nel sec. II Egesippo ed Ireneo ebbero sotto gli occhi una lista dei vescovi di Roma; un'altra ne inserì, poco dopo, anche Ippolito nel suo giovinzo; nel sec. IV il Cronografo del 354 contiene il Catalogo Liberiano, che si arresta all'elezione di papa Liberio (352). L'autore, oltre il Catalogo Liberiano e quelli posteriori, conobbe il De viris illustribus di s. Girolamo, le Recognitiones Pseudo Clementinae, il Constitutum Silvestri, la Passio Marcelli, i Gesta Liberii, i Gesta Xysti (Sisto III), il De purgatione; lo pseudo Concilio di Sinuessa e le Passiones dei martiri romani; di qui le notizie apocrife, cui si aggiungono errori storici manifesti.

Il Duchesne prese in esame anche molti cataloghi posteriori ed alcuni, in particolar modo nell'articolo Serge III et Jean XI (in Mélanges d'arch. et d'hist., 33 [1913], pp. 25-55); in appendice dette poi notizia del catalogo di Pomposa o Estense H. 4, 6, perché proviene dalla Biblioteca Este, a Modena (ibid., pp. 56-64). Esso è interrotto alla vita di Adriano I, ma è completato da un catalogo fino al 9° anno di Gregorio VII (1082).

Article illustration
(da J. M. Murch. L. P. prout ccelat in codice manoscritto Dertusens, Barcellona (68, tax. I) Liber Pontificalis - Inizio della biografia di Onorio II. Codex Dertusensis, f. 170° (sec. xII) - Tortosa, Biblioteca capitolare.

bliotecario, da Adriano II ad Alessandro II; a Pandolfo di Pisa, da Gregorio

O. Holder-Egger pubblicò il catalogo contenuto nel manoscritto cassinese, ignoto al Duchesne (Neues Archiv, 26 [1901], pp. 548-55); B. Albers quello del ms. Vat. Urbinate 585 (Ein Papstkatalog des XI. Jahrhunderts, in Römische Quartalschrift, 15 [1901], pp. 103-14); B. Pesci illustrò quello che Sigerico, arcivescovo di Canterbury, portò in Inghilterra nel 1900 e che andava da Giovanni X a Giovanni XIV (L'itinerario romano di Sigerico arcivescovo di Canterbury e la lista dei papi da lui portata in Inghilterra, in Riv. di arch. crist., 13 [1936], pp. 43-60).

L'anonimo autore del L. P. dichiara nella sua prefazione di aver conosciuto il Liber Canonum scritto da Dionisio il Piccolo alla fine del sec. V. LIBERISMO, Felice II e Giovanni I.

IV. CONTINUAZIONI

Dopo Felice IV, per il Duchesne le vite da Bonifacio II (530-32) fino all'inizio di quella di Silverio (536-37) sono opera d'una stessa persona presente all'assedio gotico (537-38), nemica di Silverio e devota a Dioscoro, competitore di Bonifacio II. Le vite da Vigilio a Benedetto I (575-79) furono redatte al tempo di Pelagio II, la cui biografia fu scritta insieme con quella di Gregorio I, dopo il 604; da Pelagio I a Bonifacio V (556-625) le vite sono di stesura omogenea; dopo Onorio I (625-38) furono compilate da singoli; ma da Adeodato II a Conone (672-87), ritornano uniformi; la vita di Gregorio II (715-31) fu redatta mentre il Papa era ancora vivente e Beda poté servirsene; vere narrazioni sono quelle di Zaccaria, di Stefano II e III (741-757); breve quella di Paolo I (757-67). La vita di Adriano I (772-95) fu redatta in un primo tempo fino alla presa di Pavia (774); per la seconda parte si attinse largamente agli archivi del patriarche lateranense, per quanto riguarda donazioni, restauri di chiese, diaconic, muri, acquedotti, colonie agricole; vi si trovano notizie del II Concilio di Nicea e dell'inondazione del Tevere del 791. Anche la vita di Leone III (795-816) è redatta con estratti di documenti di archivio cui si aggiungono il racconto della rivolta del 799, della fuga, del ritorno del Papa e dell'incoronazione di Carlomagno. Brevissima è la vita di Eugenio II (824-27) e incompleta quella di Valentino (827). Di Sergio II (844-47) si hanno due redazioni. Ordinata cronologicamente è quella di Leone IV (847-55) e con preziosi particolari differenti per impostazione e stile sono le vite di Benedetto III (855-58) e la prima parte di quella di Niccolò I (858-67), in cui il Duchesne riconosce la mano di Anastasio Bibliotecario o di uno dei suoi. La vita di Adriano II (867-72) si arresta all'870; mancano quelle da Giovanni VIII (872-82) a tutto Adriano III (885); la biografia di Stefano V (885-91) si ferma all'886. Aride sono le vite fino a Gregorio VII (1073-1085); poi si conoscono quali autori il chierico romano Pandolfo (ca. 1137) e Pietro Guglielmo di St-Gilles (1142); il card. Bosone continua sul modello delle antiche, fino ad Alessandro III (1159-81); ma il lavoro resta interrotto per la morte dell'autore; seguono biografie isolate da Innocenzo III a Gregorio X (1198-1276). Le biografie di Bonifacio IX (1389-1494), Innocenzo VII (1404-1406) e Gregorio XII (1406-15), inserite nel Cod. Vallicelliano C. 79, provengono da una cronaca differente da quella usata nella redazione del cod. Vallicelliano C. 25, dove si trovano differenti apprezzamenti su Urbano VI (1378-89), Bonifacio IX (1389-1404), Eugenio IV (1431-47) e Niccolò V (1447-55) fino al vivente Pio II (1458-64).

V. CONTENUTO E VALORE

Nella parte più antica il contenuto in generale è uniforme: nome del papa, della sua patria, della sua paternità, durata del pontificato in anni, mesi e giorni, talvolta con il sincronismo degli imperatori o dei re goti d'Italia e le due date consolari estreme del pontificato. Poi i decreti del papa sulla disciplina o liturgia, fondazioni e dotazioni di chiese e avvenimenti storici. Infine l'elenco delle ordinazioni di preti e diaconi per le chiese di Roma e delle consacrazioni di vescovi. Luogo e data della sepoltura del papa.

Le notizie, molto brevi all'inizio, cominciano ad ampliarsi nel sec. IV; ma vi sono divergenze sull'ordine dei papi. Anche le cifre delle ordinazioni nella parte antica sono fittizie: le date obturate, da Zefirino a Felice III, non concordano con quelle fornite da altri documenti; l'esattezza comincia solo con Anastasio II (496-498). Anche la vacanza della Sede e la sua durata, nel L. P. non corrisponde con quella reale da Ponziano a Giovanni I (514-23). Decreti disciplinari e liturgici in vigore al tempo della redazione vengono distribuiti senza fondamento nelle vite dei papi primitivi e vanno perciò presi con riserva. Sia l'autore della prima redazione, che i continuatori anonimi, appartengono al clero inferiore del patriarche lateranense ed il loro linguaggio è quello popolare del tempo, come le indicazioni topografiche che risultano però esatte.

Per il periodo seguente il valore storico è vario secondo i diversi autori.

Il Duchesne raffronta l'importanza del L. P. sulla letteratura storica del medioevo con quella del papato nel mondo politico di quel tempo. Pur con i suoi arancioni, le sue lacune e le grandi imperfezioni resta e resterà sempre come uno dei principali documenti della storia dei papi e soprattutto della storia di Roma nel medioevo, dei suoi monumenti, delle sue crisi interne, delle sue istituzioni religiose e politiche (L. Duchesne, L. P., I, Parigi 1886, prefazione).

VI. L. P. D. ALTER CHIESE. — Il L. P. ebbe una grande diffusione all'epoca carolingia; allora le principali chiese e le più fiorenti abbazie ne vollero possedere un esemplare, anzi esso servì di modello per redigere le Gesta episcoporum o abbatum. Così altre Chiese, a limitazione di quelle di Roma, ebbero le vite dei loro vescovi. Tali sono, p. es., il Liber episcopalis di Auxerre (P. 138, 219), compilato sotto il vescovo Wala (873-79), dai chierici Alano e Rainogala insieme con il monaco Enrico; il Gundecarli L. P. Echesttenesis (Eichstätt), scritto nel 1171-1172 (in MGH, Scriptores, VII, pp. 239-53; PL 146, 985); il libro episcopale della Chiesa di Le Mans: Actus Pontificum Cenomanis in urbe degentium, redatto colà nel sec. IX, che va da S. Giuliano ad Alberico (32-57); il Liber episcopalis della Chiesa di Metz, redatto nel 784 da Paolo Diacono: ma interessante solo per le biografie dei santi vescovi Clemente, Autore, Arnolfo e Crodagango; Napoli (v.), ispirato a quello romano e che si arresta ad Anastasio I (872); il L. P. di Ravenna, redatto ca. 1841 Agnello (v.); il Liber episcopalis Viennensis Ecclesiae, fatto redigere dall'arcivescovo Leodegario (Leger; 1030-70; ed. L. Duchesne, Fastes episcopaux de l'ancienne Gaule, I, 2a ed., Parigi 1907, pp. 178-203).

BIBL.: Per le opere di L. Duchesne relative al L. P. V. G. CHESNE, L.-M.-O., I. Il L. P. e gli studi ad esso ispirati; F. X. Gisschröder, Des Lucas Holstenius Sammlung von Papstleben, in Röm. Quartalschrift, 4 (1890), p. 123 seq.; id., Vita alquod nonfictum saec. XV, ibid., 5 (1891), p. 178 seq.; id., Zur Quellenkunde der Papstgeschichte des XIV. Jahrh., in Hist. Jahrbuch, 1 (1890), p. 240 seq.; A. Harnack, Über die Ordinationen im Papstbuch, in Sitzungsber. der Akad. der Wissenschaft, zu Berlin, 1891, p. 761 seq.; Th. Mommsen, Ordo et spatia episcoporum Romanorum in L. P., in Neues Archiv, 21 (1894), p. 333 seq.; G. Waitz, Über die verschiedenen Texte des L. P., in Neues Archiv, 4 (1879), pp. 216-73; id., Über den sogenannten Catalogus Cononianus der Päpste, ibid., 9 (1884), p. 459; id., Über die italienischen Handschriften des L. P., ibid., 10 (1885), pp. 455-65; id., Über den sogenannten Catalogus Felicianus der Päpste, ibid., 11 (1886), pp. 217-99; T. G. Rosenfeld, Über die Composition des L. P. bis zu Constantin, Marburg 1896; H. Grisar, Il L. P. sino al sec. IX, in Anal. Romana, Roma 1899, pp. 1-25; W. Levison, Die Papstgeschichte des Pseudo-Luitprand und der Codex Perseusinus des L. P., in Neues Archiv, 36 (1911), pp. 417-38; E. Caspar, Die älteste römische Bischöfliche. Kritische Studien zum Formproblem des Eusebianischen Kanon sowie der ältesten Bischöflichen und ihrer Entstehung aus apostolischen Suksesionnreihen, Berlino 1936; M. Buchner, Zur Überlieferung geschichte des L. P. und seiner Verbreitung im Frankenreich um das IX. Jahrh., in Röm. Quartalschrift, 34 (1926), pp. 141-66; E. Caspar, Gesch. des Papsttums, II. Berlino 1933, pp. 314-20; R. Viellard, Les titres romains et les deux éditions du L. P., in Riv. d'arch. crist., 5 (1928), pp. 89-103; J. M. Lungkoffer, Die Vorstufen zu den höheren Weihen nach dem L.P., in Zeit-schrift für katholische Theologie, 61 (1942), pp. 1-19.

Enrico Josi