LIVERANI, FRANCESCO. - Scrittore e polemista, n. a Castel Bolognese il 22 febbr. 1823, m. a Cortona il 28 febbr. 1894. Autore di opere di erudizione sacra profana, edite in 5 voll. nel 1858-59, il L. aveva percorso una brillante carriera nella prelatura romana, quando diede alle stampe un libro vivacemente polemico: Il Papato, l'Impero e il Regno d'Italia (Firenze 1861), sostenendo che il Papa doveva rinunciare al potere temporale ed accordarsi con lo Stato italiano.
Tale volume apparve in concomitanza con la nota missione del p. C. Passaglia, che il Conte di Cavour aveva inviato a Roma nella speranza di risolvere pacificamente la questione romana. Fallito il tentativo, incorso il Passaglia nelle censure ecclesiastiche per i suoi scritti antiepornastici, il L. ne assunse le difese con un altro volume La dottrina cattolica e la rivoluzione italiana (ivi 1862), audacemente asserendo che il Pontefice non aveva diritto di comminare sanzioni canoniche in materia politica. Avendo ricusato in un primo tempo di ritrattarsi, cosa che viceversa ampiamente fece in seguito, venne depositato da tutte le sue cariche e dignità e si ritirò a vita privata attendendo a studi storici, tra cui meritevoli di ricordo uno Spicilegium Liberianum (ivi 1863) e soprattutto un erudito volume su Il ducato e le antichità longobarde e saliche di Chiusi (Siena 1872). Gli si deve anche una poderosa raccolta di Reminescenza inedite, di gran valore storico, conservate nella Biblioteca comunale di Imola.