LONGO, BARTOLO

LONGO, BARTOLO. - Avvocato, fondatore del santuario di Pompei, n. a Latiano (Brindisi) il 10 febbr. 1841, m. a Pompei il 5 ott. 1926. Scosso nella fede, e ricondottovi da cari amici, lasciò la vita forense brillantemente iniziata, per darsi unicamente ad opere di religione e di carità.

Sposò nel 1885 la vedova contessa Marianna de Fusco, quando già fino dal 1872 aveva promosso in Pompei, quasi abbandonata, l'insegnamento del catechismo e la devozione al Rosario, erigendovi la confraternita nel 1876. L'8 maggio dello stesso anno iniziò, con l'obolo dei fedeli, il tempio, ora di fama mondiale, intorno a cui germogliarono nel corso degli anni splendide opere di carità e di redenzione: asili, ricreatori, laboratori, scuole, tipografia e officine, l'orfanotrofio femminile per

nelle reazioni psichiche; l'intelligenza è buona a tipo intuitivo, sintetico, fantastico, con orientamento schizoide. In particolare, nella varietà ipertroidea e ipersurrenalica, gli individui sono emotivi e irritabili; in quella ipergenitale e iperpittutaria (iperipofisaria), più capaci di controllo e riflessione; negli ipertroidi, negli ottimi intelligenza, negli iperipofisari robusta la memoria.

Nel biotipo l. ipostenico-ipotonico il disarmonico sviluppo in lunghezza del tronco e particolarmente degli arti dà all'individuo un aspetto gracile, ipotonico, cadente, con evidenti curve e gobbe (cifosi e lordosi) della colonna vertebrale, particolarmente delle regioni cervico-dorsali e dorso-lombari; i muscoli sono gracili e ipotonici, scarso il grasso; i caratteri sessuali poco sviluppati. Dal lato endocrino, ipertroidismo con ipogenitalismo, iposurrenalismo, ipoparatrioidismo con spasmofilia; la varietà iposurrenalica è particolarmente predisposta alla tubercolosi. Dal lato psichico, non tachipragici e tachipsichici; il tono umorale è sentimentale depresso; l'intelligenza spesso assai buona, a volte geniale, ma rapidamente esauribile, a tipo fantastico, non concreto né pratico.

le derelitte, gli ospizi per i figli e le figlie dei carcerati, specialmente per le figlie di madri condannate. Tutte queste opere passarono poi sotto il diretto governo della S. Sede. A lui si deve l'istituzione delle suore « Figlie del S.mo Rosario di Pompei ». Collaborò a suscitare in tutto il mondo il movimento assunzionista, e diffuse la devozione dei 15 sabati, la novena e la supplica, dettati da lui stesso. È introdotta la sua causa di beatificazione.

Integrò il suo apostolato con varie pubblicazioni di carattere divulgativo, tra cui una Storia del santuario (Pompei 1890) rimasta incompiuta; ma più importanti per la valutazione del suo metodo pedagogico sono: Per l'educazione morale e civile dei figli dei carcerati (ivi 1894); Quaranta figli di carcerati (ivi 1895); L'opera di Pompei e la riforma morale dei carcerati (ivi 1895); Memorie per il Congresso di Bruxelles (ivi 1899); Nuova memoria (ivi 1899); La guida del carcerato alla sua morale riabilitazione (ivi 1905); L'ultimo voto del mio cuore (ivi 1925).

BIBL.: Biografie: F. V. Romanelli, B. L. nella sua vita e nel suo apostolato, Napoli 1891; D. Scotto di Pagliara, B. L., 2ª ed., Pompei 1929; id., B. L. e il santuario di Pompei, ivi 1943; E. M. Spreafico, Il servo di Dio B. L., 2 voll., ivi 1944-47 con ampia bibi. Studi vari: A. Rossi, I primi passi di B. L. nella vita interiore, ivi 1938; id., La vocazione sociale di B. L., ivi 1942; id., B. L. nel centenario della nascita, ivi 1941; G. D. Mon, La cittadella vivente della carità, ivi 1942; Nel XXV di fondazione dell'Ospizio - B. L. - per le figlie dei carcerati, ivi 1947. Eufrasio M. Spreafico
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“LONGO, BARTOLO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 914. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/longo-bartolo.