LONGO, BARTOLO. — Avvocato, fondatore del santuario di Pompei, n. a Latiano (Brindisi) il 10 febbr. 1841, m. a Pompei il 5 ott. 1926. Scosso nella fede, e ricondottovi da cari amici, lasciò la vita fronte brillantemente iniziata, per darsi unicamente ad opere di religione e di carità.
Sposò nel 1885 la vedova contessa Marianna de Fusco, quando già fino dal 1872 aveva promosso in Pompei, quasi abbandonata, l'insegnamento del catechismo e la devozione al Rosario, erigendovi la confraternita nel 1876. L'8 maggio dello stesso anno iniziò, con l'obolo dei fedeli, il tempio, ora di fama mondiale, intorno a cui germogliarono nel corso degli anni splendide opere di carità e di redenzione: asili, ricreatori, laboratori, scuole, tipografia e officine, l'orfanotrofio femminile per
le derelitte, gli ospizi per i figli e le figlie dei carcerati, specialmente per le figlie di madri condannate. Tutte queste opere passarono poi sotto il diretto governo della S. Sede. A lui si deve l'istituzione delle suore «Figlie del S.mo Rosario di Pompei». Collaborò a suscitare in tutto il mondo il movimento assunzionista, e diffuse la devozione dei 15 sabati, la novena e la supplica, dettati da lui stesso. È introdotta la sua causa di beatificazione.
Integrò il suo apostolato con varie pubblicazioni di carattere divulgativo, tra cui una Storia del santuario (Pompei 1890) rimasta incompiuta; ma più importanti per la valutazione del suo metodo pedagogico sono: Per l'educazione morale e civile dei figli dei carcerati (ivi 1894); Quaranta figli di carcerati (ivi 1895); L'opera di Pompei e la riforma morale dei carcerati (ivi 1895); Memorie per il Congresso di Bruxelles (ivi 1899); Nuova memoria (ivi 1899); La guida del carcerato alla sua morale riabilitazione (ivi 1905); L'ultimo voto del mio cuore (ivi 1925).