LOTTI, Antonio. - Organista e compositore, oriundo veneziano, n. ca. il 1667, m. a Venezia il 5 genn. 1740. Ammesso nel 1687, come cantore, nel coro della basilica di S. Marco sotto la direzione di S. Legrenzi, vi fu in seguito secondo organista e nel 1704 primo organista.
Pubblicò molte opere profane per i teatri di Venezia e Dresda (Giustino, Giove in Argo, Ascanio e Teofane), ma la parte più importante della sua produzione riguarda la musica sacra. Tra i maestri veneziani del sec. XVIII, egli è l'unico, che volle e seppe ribellarsi alla maniera allora comunemente accettata di scrivere musica per la Chiesa. La produzione musicale sacra di quel tempo ondeggiava incerta tra la fredda esercitazione accademica e lo stile teatrale, con interminabili introduzioni, a soli di voci e di strumenti, sfoggianti fioriture d'ogni specie, disdicevoli al culto liturgico. Il L. propugnò con energia e competenza un ritorno alle tradizioni della polifonia vocale classica, senza però mortificare lo spirito del suo tempo e senza trascurare l'impiego dei mezzi tecnici fino allora raggiunti. Su tale argomento dovette sostenere acri polemiche ed ebbe contrasti vivaci con i suoi colleghi ed anche con Benedetto Marcello, suo alunno. Si hanno di lui un discreto numero di oratori (Il voto crudele, Il ritorno di Tobia, Gioas e Giuditta, ecc.) messe, mottetti a 4, a 10 e a 12 voci.
Le Sammlung ausgewichtener Kombusitionen für die Kirche d. S. Lück (Ratisbona 1907) riporta 4 messe, mottetti vari (Vere languores a 3 voci, Gaude Maria, Ave Regina coelorum, Regina coeli, Salve Regina a 4 voci e il noto Miserere a 4 voci); altre composizioni figurano in altre raccolte (Proske, Rochlitz, ecc.).