LUCA, arcivescovo di COSENZA. - Da alcuni è detto campano, da altri cosentino. Era cistercense a Casamari, quando vi pervenne l'abate Gioacchino da Fiore, per abboccarsi con papa Lucio III, a Veroli. In quella circostanza da questi fu adibito come amanuense e poi preposto come abate alla Sambucina nel 1197.
Fondò l'abbazia di Acquaformosa, arricchita di beni e di privilegi dai Normanni. Eletto arcivescovo di Cosenza nel 1203, ebbe vari e delicati incarichi dai Papi. Innocenzo III gli affidò la predicazione della Crociata in Calabria e in Sicilia; Onorio III e Federico II lo clessero arbitro delle controversie tra Basiliani del Patrigno e Florensi di S. Giovanni in Fiore per i pascoli silani. Nel febbr. del 1222 inaugurò solennemente il duomo di Cosenza, da lui ricostruito, alla presenza di Federico II, che gli diede in dono una preziosa statuoteca bizantina smaltata. Morì in concetto di santo nel 1224. Varie opere rimasero manoscritte; la sua biografia di Gioacchino da Fiore è la fonte principale della vita del celebre profeta.