LUCILLA

LUCILLA. - Facoltosissima e faziosissima patri- zia cartaginese, di origine spagnola, corresponsabile dello scisma donatista. Essendo ancora Ceciliano diacono della Chiesa di Cartagine, L. fu da questi rimproverata a causa della sua devozione superstiosa (sembra che tenesse presso di sé un osso di un presunto martire e lo baciasse prima di accostarsi alla Messa eucaristica). Gli eventi presentarono l'oc- casione per una rivincita.

Nel 311 moriva, durante il suo viaggio di ritorno da Roma, dove lo aveva chiamato Massenzio, il vescovo Men- surio. A Cartagine si decise di eleggere e consacrare il successore, senza attendere i vescovi della Numidia. Ma contro l'aspettativa dei due candidati Botro e Celestio, riuscì eletto Ceciliano, il quale venne consacrato da tre vescovi vicini, tra cui Felice d'Abungi. Immediatamente Ceciliano si trovò in contrasto con un gruppo di seniori, i quali avevano dilapidato un contingente di vasi preziosi della Chiesa, affidati loro in custodia dal suo predecessore. Quest'ultimi allora fecero causa comune con Botro, Celestio e L., per impugnare la validità dell'elezione di Ceciliano; si arreccò come pretesto l'indegnità dei vescovi consacrati e l'assenza dei vescovi della Numidia.

La protesta fu portata dinanzi a Secondo, vescovo di Tigisi e primate di Numidia, il quale s'affrettò a raggiungere Cartagine insieme a settanta vescovi della re- gione. L. si valse del suo temperamento e del suo denaro per trarre dalla sua parte il concilio dei dissidenti; e vi riuscì. Ceciliano, dopo essergli stato negato il diritto di precedenza, fu deposto, sebbene avesse manifestato per

iscritto (si era rifiutato di presentarsi dinanzi al concilio come accusato) l'assenso per una riordinazione.

In sua voce fu eletto il lettore Maggiorino, favorito da L., e la cosa venne resa nota con una lettera sinodale a tutti i vescovi dell'Africa (312). Maggiorino si affrettò ad eleggere nuovi vescovi della sua fazione; così la setta estese rapidamente le sue radici e L. si vide soddisfatta nella sua smodata ambizione. Dopo il 320 non si hanno più notizie di lei (v. DONATISMO).

BIBL.: P. Monceaux. Histoire littéraire de l'Afrique chrétienne, IV, Parigi 1912, pp. 15-19; H. Wright Philol., s. V. in Dictionary of Christian biography, III, p. 751. Emanuele Romanelli