Enciclopedia Cattolica vol. VII, 1951 Storia, storici e biografie varie Storici, biografie varie

LUCILLA

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LUCILLA. - Facoltosissima e faziosissima patrizia cartaginese, di origine spagnola, corresponsabile dello scisma donatista. Essendo ancora Ceciliano diacono della Chiesa di Cartagine, L. fu da questi rimproverata a causa della sua devozione superstiziosa (sembra che tenesse presso di sé un osso di un presunto martire e lo baciasse prima di accostarsi alla Mensa eucaristica). Gli eventi presentarono l'occasione per una rivincita.

Nel 311 moriva, durante il suo viaggio di ritorno da Roma, dove lo aveva chiamato Massenzio, il vescovo Mensurio. A Cartagine si decise di eleggere e consacrare il successore, senza attendere i vescovi della Numidia. Ma contro l'aspettativa dei due candidati Botro e Celestio, riuscì eletto Ceciliano, il quale venne consacrato da tre vescovi vicini, tra cui Felice d'Abtungi. Immediatamente Ceciliano si trovò in contrasto con un gruppo di seniori, i quali avevano dilapidato un contingente di vasi preziosi della Chiesa, affidati loro in custodia dal suo predecessore. Quest'ultimi allora fecero causa comune con Botro, Celestio e L., per impugnare la validità dell'elezione di Ceciliano; si arrecò come pretesto l'indegnità dei vescovi consacrati e l'assenza dei vescovi della Numidia.

La protesta fu portata dinanzi a Secondo, vescovo di Tigisi e primate di Numidia, il quale s'affrettò a raggiungere Cartagine insieme a settanta vescovi della regione. L. si valse del suo temperamento e del suo denaro per trarre dalla sua parte il concilio dei dissidenti; e vi riuscì. Ceciliano, dopo essergli stato negato il diritto di precedenza, fu deposto, sebbene avesse manifestato per iscritto (si era rifiutato di presentarsi dinanzi al concilio come accusato) l'assenso per una riordinazione.

In sua vece fu eletto il lettore Maggiorino, favorito da L., e la cosa venne resa nota con una lettera sinodale a tutti i vescovi dell'Africa (312). Maggiorino si affrettò ad eleggere nuovi vescovi della sua fazione; così la setta estese rapidamente le sue radici e L. si vide soddisfatta nella sua smodata ambizione. Dopo il 320 non si hanno più notizie di lei (v. DONATISMO).

Bibliografia2 opere
BIBL.: P. Monceaux, Histoire littéraire de l'Afrique chrétienne, IV, Parigi 1912, pp. 15-19; H. Wright Philot, s. v. in Dictionary of christian biography, III, p. 751.

Emanuele Romanelli

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Di Emanuele Romanelli

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), coll. 1630–1631.

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Pagina 979
vol. 7, coll. 1629–1630
Pagina 980
vol. 7, coll. 1631–1632

Altre voci di Emanuele Romanelli: LUPO, VESCOVO DI TROYES, SANTO · LEONARDO, SANTO · LEA, SANTA · INVENZIONE DELLA SANTA CROCE · MARCELLA, SANTA

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Romanelli, Emanuele. “Lucilla.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, coll. 1630–1631. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/lucilla.

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Romanelli, Emanuele. “Lucilla.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 1630–1631. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/lucilla.

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