LUDOVICO DA FOSSOMBRONE

LUDOVICO da FOSSOMBRONE. - Della nobilissima famiglia Tenaglia, dal 1526 promotore e primo organizzatore della riforma francescana dei Frati Minori Cappuccini, m. fuori dell'Ordine, probabilmente nella regione di Cagli, dopo il 1555.

Dalla carriera militare passò tra i Minori Osservanti; verso la fine del 1525, si unì a Matteo da Bascio, per instaurare una rigida osservanza della Regola francescana.

Ottenne una prima autorizzazione da la S. Sede il 18 maggio 1526, che fu ampliata con la bolla Religioni zelus (Clemente VII, 3 luglio 1528) di costituzione canonica; promulgò nel 1529 le prime Costituzioni; dopo che Matteo da Bascio ebbe ripreso la sua libertà d'azione, come vicario generale (1529-35) difese con destrezza l'Ordine contro ostacoli e opposizioni, gli guadagnò religiosi di notevole tempi, ne diffuse i conventi. Ma ebbe il torto di voler mantenersi al comando, per far prevalere il suo indirizzo di vita ermetica, contemplazione, lavoro manuale, contro il Capitolo del nov. 1535, ripetuto il 22 sett. 1536, che contemperava la primitiva forma con la liturgia corale, gli studi, la predicazione e il ministero della carità. Estromesso dall'Ordine, mantenne una condotta edificante; ca. il 1550 fu riammesso dal Superiore generale nel Convento d'Amelia; ma il card. protettore R. Pio Leonelli ne ordinò l'allontanamento. Visse da penitente eremita.

BIBL.: Cuttberto da Brighton, I Cappuccini, Faenza 1930, passim; Melchior a Pobludura, Historia generalis Ordinis Min. Cappuccinorum, I, Roma 1947, passim (con bibl.). F. Canuti, La tragedia di un'anima, Fano 1929, e G. Londei, Rivolta serafica, Fossombrone 1930, ne tentarono l'apologia (cf. L'Italia francese, 5 [1930], pp. 279-81; 6 [1931], pp. 334-36; 18 [1943], pp. 11-18).