Orfana d'entrambi i genitori a sette anni, fu insieme con la sorella ed il fratello accolta nella famiglia dello zio materno Picci Falzacappa ed educata nobilmente. Gio- vinetta frequentò il monastero benedettino di S. Lucia, prestandosi a fare il catechismo alle ragazze in parrocchia. Il nuovo vescovo di Montefiascone, card. BARBARI (v.), nel 1688 collocò L. F. nel monastero di S. Chiara di Montefiascone, alquanto decaduto, con l'intenzione di servirsi di lei per riformarlo. Convinitosi poi il cardinale dell'urgente necessità di provvedere alla istruzione religiosa e civile delle fanciulle, dopo alcuni anni tentativi, venendo a sapere che già sin dal 1685 la ven. Rosa Venerini aveva aperto scuole gratuite femminili a Viterbo, la chiamò a Montefiascone per introdurre l'ottima opera anche nella sua diocesi. Così sorsero, fra gli anni 1692-94, sotto la direzione di Rosa, con personale da essa formato e con il valido appoggio del cardinale, la fondazione delle scuole femminili di Montefiascone, Corneto (Tarquinia), Valentano, Gradoli, Latera, Cel- leno, Tessennano, Capodimonte, Marta e Pianzano, cioè quasi in tutti i paesi della diocesi. Dovendo Rosa Vene- rini tornare in Viterbo per continuare la propria opera, propose al Barbarigo come direttrice delle scuole per Montefiascone L. F., continuando essa, vivente il card- nale, a visitare le scuole. Dopo la morte del Barbarigo (1706), sotto il successore, Pompilio Bonaventura, i legami fra i due Istituti di Viterbo e di Montefiascone si sciol- sero: quello di Viterbo rimase sotto la direzione dei pp. Gesuiti, quello di Montefiascone passò sotto quella dei pp. Pii operai, prendendo direzione e spirito alquanto diverso. Questa differenziazione si manifestò quando L. F. aprì la sua prima scuola a Roma (1707); costretta poi a ritirarsi da Roma, chiamò la Venerini a sostituirla; ma questa non riuscì a salvare la scuola (1708) che fu chiusa. Il fratello del vescovo di Montefiascone, l'elemosiniere pontificio Alessandro Bonaventura, aprì, in seguito, altre scuole, secondo il metodo di Montefiascone, a Roma e fuori, per cui si sviluppò poi l'attuale Filippine (v.), mentre a Montefiascone rimase l'Istituto diocesano. La F., pur risiedendo a Montefiascone, continuò a dirigere tutte le scuole. Donna di grande virtù, fu beatificata da Pio XI nel 1926 e canonizzata nel 1930; la sua salma si venera nella cattedrale di Montefiascone; la festa cade il 25 marzo.
LUCIA FILIPPINI, SANTA
BIBL.: G. Marangoni, Vita del servo di Dio, card. Marco Antonio Barbarigo, vescovo di Montefiascone e Corneto, ed. di E. Chierichetti, Montefiascone 1930 (l'autore è il noto archeologo, amico del Barbarigo); F. Di Simone, Della vita della serva di Dio L. F., superiora delle scuole Pie, Roma 1732; A. Andreucci, Raggiuglio della vita della serva di Dio Rosa Venerini, Viterbo istitutrice delle Scuole e Maestre Pie, ivi 1732, passim (ristam- pate insieme a Roma nel 1868); P. Bergamaschi, Vita della ven. L. F., 2 voll., Montefiascone 1916; C. Salotti, La. S. L. F., 3° ed. Roma 1930; G. Löw, Positio super virtutibus (Rosae Venerini) ex officio compilata (S. R. Congr. Sectio Historica, 48), Città del Vaticano 1942, pp. XV, XXXV-XXXIX, 119-73, 248 sgg., 375-80. Giuseppe Löw