MARCHE TIPOGRAFICHE. - Le m. t. (o imprese, o insegne tipografiche) sono i segni simbolici usati fin dai primi incunaboli (l'esempio più antico è la Bibbia Maguntina di Fust e Schöffer, del 1462) come sigillo della paternità e dell'autenticità del lavoro degli stampatori e poi degli editori.
In origine esse figurano in fondo all'opera, dopo il colophon: ma ben presto mutano di sede, finché si stabilizzano nel frontespizio. Nel Quattrocento sono costituite generalmente da insegne araldiche o da disegni molto schematici (suggelli tipografici), di carattere geometrico (frequentissima la croce), e - solo negli ultimi anni - accompagnati dalle iniziali del nome del tipografo. Con il Cinquecento la composizione si fa più complessa, finché tra la fine del sec. XVI e l'inizio del XVII si trasformano spesso in quadri raffiguranti scene allegoriche, sfondi architettonici, figure umane con significato simbolico, appesantite da fregi di vario tipo. Frequente è l'uso del motto, quasi sempre in latino.
È da tener presente che molti stampatori fecero uso di più m. t.: un esempio famoso è dato dai due tipi di «ancora» aldina.