MANUZIO, FAMIGLIA

MANUZIO, FAMIGLIA. - ALDO il VECCHIO, celebre editore e umanista, n. a Bassiano (Roma) nel 1449. Studiò a Roma e a Ferrara, fu precettore dei principi Pio di Carpi, dei quali gli fu concesso di assumere il cognome. Da Carpi si trasferì verso il 1490 a Venezia per fondarvi una tipografia. Dal 1494 al 1515, con qualche interruzione, pubblicò circa 130 edizioni, soprattutto di classici greci e latini (27 edizioni «principes»). Famose l'Aristotele in 5 voll. (1495-98), l'Aristofane (1498), il Poliziano (1498), le Epistole di s. Caterina da Siena (1500), il Demostene (1504), il Platone (1513), dedicato a Leone X. Dalla tipografia di Aldo uscì inoltre nel 1499 quello che per le stupende silografie fu definito il più bel libro del Rinascimento, ossia l'Hypnerotomachia Poliphili: romanzo archeologico-allegorizzante del fr. Francesco Colonna. Per le edizioni classiche, alcune delle quali di grande valore filologico, Aldo si associò alcuni dei maggiori umanisti dell'epoca: Erasmo da Rotterdam, Scipione Forteguerri, Marco Musuro, Giambattista Egnazio ecc., che riunì in un'Accademia (1502), dal fondatore detta Aldina. A partire dal 1508 figura ufficialmente suo socio il tipografo Andrea Torresano, del quale nel 1505 aveva sposato la figlia. Morì logorato dall'immane fatica il 6 febbr. 1515.

Apostolo universalmente ammirato della diffusione dei classici e dello studio del greco in Italia e in Europa, Aldo fece di Venezia il centro più importante della cultura classica. Fu anche innovatore geniale nel campo della tipografia, soprattutto per aver ideato il piccolo formato in ottavo (« enchiridii forma ») con l'elegante carattere corsivo (aldino) inciso per lui dal bolognese Francesco Griffi. Le edizioni di questo formato e carattere: il Virgilio e

IN ORATIONEM

CICERONIS

PRO P. SEXTIO

commentarius,

AD ANTONIVM, AELIVM,

POLAE EPISCOPVM.

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VENETIIS, M. D. LIX.
(da Ch. H. Ktenkens, Die Kunst der Litter, Lipsia 19/6, p. 38) MANUZIO, FAMIGLIA - Frontespizio del Pro P. Sextio commentarius. Edizione di Paolo M., Venezia 1559.
l'Orazio del 1501, il Dante del 1502, ecc. ebbero
enorme fortuna e trovarono ammiratori e contra-
fattori (nonostante i privilegi papali e del Senato
veneto) anche fuori d'Italia. La celebre marca al-
dina dell'ancora col delfino apparve per la prima
volta nei Poetae christiani veteres (1502).

Come autore Aldo fu soprattutto grammatico.
Scrisse numerose prefazioni alle proprie edizioni,
alcune poesie latine; tradusse dal greco in latino.

BIBL.: A. A. Renouard, Annales de l'imprimerie des Aldes, 3ª ed., Parigi 1834 (anche per PAOLO e ALDO il GIOVANE); J. Schück, A. Manutius und seine Zeitgenossen in Italien und Deutschland, Berlino 1862; A. Firmin Didot, Alde Manuce et l'hellénisme à Venice, Parigi 1875; P. De Nolhac, Les correspondants d'Alde Manuce, in Studi e documenti di storia e diritto, 8 (1887), pp. 247-99; 9 (1888), pp. 203-48; M. Ferrigni, A. M., Milano 1925; E. Pastorello, Inventario cronologico del- l'epistolario manuziano, 1483-1597, in La Bibliofilia, 30 (1928), pp. 40-51; 32 (1930), p. 235.

PAOLO, umanista e tipografo, figlio di Aldo, n.
a Venezia il 12 giugno 1512.

Riattivò nel 1533 la tipografia paterna pubbli-
cando nuove edizioni dei classici, soprattutto latini.
Nel 1561 accettò l'incarico, procuratogli dal card.
Girolamo Seripando, di venire a dirigere in Roma
una tipografia voluta dal pontefice Pio IV perché
pubblicasse edizioni corrette dei Padri della Chiesa,
ai fini della polemica antiprotestante. Ma dopo l'av-
vento di s. Pio V la tipografia, gestita dal Popolo
Romano, si limitò sempre più alle edizioni ufficiali
scaturite dal Concilio Tridentino (Canones et decreta,

Catechismi, Indici e Breviari). Nel 1570, stanco, Paolo
ottenne dal Papa la rescissione del contratto. A Roma
tornò nel 1573 e vi morì il 6 apr. dell'anno successivo.

Umanista e ciceroniano, Paolo M. considerò sem-
pre secondaria la propria attività di tipografo. I com-
menti a Cicerone, gli studi sulle antichità romane, le
prefazioni e le epistole latine, più volte ristampate,
stabilirono la sua fama di insigne latinista.

BIBL.: M. Fickelscherer, P. M., der venetianische Buchdrub- ker und Gelehrte, Chemnitz 1892; E. Pastorello, Inventario cro- nologico dell'epistolario manuziano, 1483-1597, in La Bibliofilia, 30 (1928), pp. 51-53, 166-73, 206-303; 31 (1929), pp. 365-68; 32 (1930), pp. 235-39; F. Barberi, P. M. e la stamperia del Po- polo Romano (1561-70), Roma 1942.

ALDO il GIOVANE, erudito e tipografo, figlio di
Paolo, n. a Venezia il 13 febbr. 1547.

Collaborò coi Torresani nella tipografia aldina a
partire dal 1568, e dopo il 1574, in seguito al suo ma-
trimonio con Francesca Lucrezia Giunta, si associò
i tipografi Giunta in varie imprese editoriali. Con-
temporaneamente insegnava eloquenza nello Studio
di Padova, di dove passò nel 1585 a Bologna, succe-
dendo a C. Sigonio, a Pisa (1587) e infine a Roma
(1588), chiamatovi a ricoprire la cattedra rimasta
vacante per la morte di M. A. Mureto. Nel 1590
il pontefice Clemente VIII gli affidò la direzione
della Tipografia Vaticana. Con la sua morte (28 ott.
1597) si estingue l'illustre famiglia dei M.

D'ingegno precocissimo e vivace, ma retorico, e
d'indole incostante, lasciò, insieme a molti scritti
secondari di filologia e di antiquaria, le opere prin-
cipali: Vita di Cosimo I de' Medici (1586), Le at-
tioni di Castruccio Castracane (1590) e 300 Lettere
volgari (1592).

BIBL.: E. Pastorello, Inventario cronologico dell'epistolario manuziano, 1483-1597, in La Bibliofilia, 31 (1929), pp. 369-72; 32 (1930), pp. 161-68, 232-34, 239; 33 (1931), pp. 38-41. Francesco Barberi
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“MANUZIO, FAMIGLIA.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 1177. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/manuzio-famiglia.