Enciclopedia Cattolica vol. VII, 1951 Bibliologia

LEGATURA

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LEGATURA - L. di tipo barocco - Catanzaro, Duomo.
LEGATURA - L. di tipo barocco - Catanzaro, Duomo.

LEGATURA. - Per l. si intende l'arte di cucire saldamente i fascicoli del libro e di racchiuderli entro due assi di materia solida per conservarli più a lungo: essa perciò risale all'epoca nella quale il libro mutò la primitiva forma del rotulo in quella moderna.

Tale cambiamento, assegnato generalmente al sec. IV d. C., e causato dall'abbandono del papiro e dal diffondersi della pergamena e poi della carta, fu precorso dalle tavolette cerate (v.) usate sia dai Greci che dai Romani. Ampliate nel formato esse furono artisticamente scolpite all'esterno quando, verso la fine dell'Impero, i funzionari dello Stato usarono farne dono augurale agli amici. Poiché erano formate da due valve, sono chiamate e ditici consolari «; se ne trovano bellissimi esemplari nella Biblioteca Vaticana, nel duomo di Monza, nel Museo medievale di Brescia e in molte altre parti di Europa. I ditici consolari non possono propriamente dirsi l.: non sono che un ramo minore della tarda scultura a bassorilievo; ma è importante il fatto che alcuni siano stati impiegati per decorare libri posteriori applicandoli sulle l. lignee coperte di tessuto o di cuoio. Da questa l. fittizia, che corrisponde all'abitudine medievale di spogliare i monumenti antichi per decorare i nuovi, si passò a quelle abbellite da fregi metallici, da tavolette eburnee scolpite, da pietre rare e smalti variopinti. Quest'arte non ha ancora un carattere proprio, perché ha lo stesso stile della scultura, del musaico e dell'oreficeria; segue la stessa evoluzione della grande arte figurata ed architettonica, dal sec. VII al XIV. Se ne conservano stupendi esempi nella chiesa di S. Marco in Venezia, nella Biblioteca nazionale di Parigi, in quella di Monaco, di Berlino, ecc.

L'origine della l. moderna risiede nella l. monastica, già in uso nel sec. VIII. Essa è formata da due assi lignei, coperti in tutto o in parte di cuoio sul quale sono impressi a secco disegni geometrici, stelline, foglie ed altro, talvolta intagliando la pelle stessa. Spesso questa decorazione era arricchita con borchie agli angoli e al centro, con fermagli di bronzo e di ottone, parti metalliche sbalzate o niellate che servivano a difendere il libro dai danni dell'uso. Le biblioteche pubbliche usavano fissare i libri così rilegati al banco di lettura per mezzo di catene ferree; le più note l. catenate trovansi nella Biblioteca Laurenziana di Firenze. Nel sec. XV finisce la l. monastica medievale per dar luogo a quella del Rinascimento. Un poco alla volta la rozzezza primitiva si raffina e s'ingentilisce, il campo da decorare è diviso in scomparti, i segni sono più minuti e variati. Con le pelli arabe, assai più adatte a ricevere le impronte dei punzoni, entra in Occidente l'uso di dorare queste impronte. Si può riconoscere nella l. egiziana del sec. XIV il germe di quella rinascimentale italiana e francese; le cosiddette « l. a cassettoni » di Venezia, in cui la pelle segue gli incavi del cartone sottostante ed è impressa in oro e dipinta a colori ed oro liquido, provengono direttamente da quelle persiane. Al principio del sec. XVI cessa l'uso delle tavolette di legno sostituite dal cartone; il libro, non più manoscritto ma stampato, più comodo e maneggevole, entra in ogni casa; la bibliofilia non è più retaggio dei monasteri e col diffondersi fra i privati dà vita alla vera arte moderna della l. che per tutto il Rinascimento è come lo stemma nobiliare dei bibliofili. Sono da annoverare tra le prime le elegantissime l. dette « a medaglione » perché al centro delle facce portano un medaglione in rilievo, eseguite in più parti d'Italia ma specialmente a Roma e a Venezia; quindi le l. architettoniche nelle quali i tratti dorati a caldo formano un prospetto architettonico di bellissimo effetto, certamente influenzato dalla nuova fortuna di Vitruvio; poi le l. erroneamente credute di Demetrio Canevari (v.). L'Italia che creò la l. rinascimentale impiegando punzoni a disegno vegetale, a mano a mano più leggero, e che per la prima volta applicò la doratura, presto perdé il suo primato. In Francia, dove si recarono legatori italiani, il bibliofilo Tommaso Maieux (v. MAIOLO) mette il suo nome dapprima su l. architettoniche, quindi su armoniose l. leggermente coperte da intrecci e foglie tratteggiate. Ancora più belle sono quelle che portano il nome di Jean Grolier (v.). Ormai la Francia ha acquistato un primato che non perderà più; subito dopo crea il tipo detto « à la fanfare » nel quale le facce sono coperte di una miriade di delicati intrecci vegetali, di foglioline, di fiori e di punti. Questo tipo di l. prepara quella attribuita a Le Gascon che lavorò sotto Luigi XIV e che creò il tipo « a musaico » applicando negli scomparti tasselli di marocchino di vari e dolci colori. La l. Le Gascon, specialmente nella sua seconda maniera che ha la forma d'una mandorla, è giustamente giudicata la più elegante e piacevole di tutte. Nei secoli successivi l'arte della l. sente maggiormente l'influenza del gusto dominante, dapprima con l'ostentazione degli stemmi araldici, quindi trasferendo sulla pelle lo stile lezioso dei merletti e dei ventagli, nell'epoca napoleonica appropriandosi di elementi neoclassici, e così via. Nel secolo presente è caratterizzata da due correnti distinte: la prima costituita dall'imitazione dei migliori esempi del passato, resa ancora più fredda dall'uso del bilancere che imprime meccanicamente la composizione e può ripeterla infinitamente; la seconda invece, liberissima, spesso finanche asimmetrica, consiste nel rappresentare sulla faccia anteriore con contorni dorati e tasselli di pelle di più colori una vera simbolica illustrazione del testo. Questo stile è assai gradevole all'occhio e dà all'opera legata una simpatica individualità; ma, sia per l'alto costo, sia perché in molti paesi, come l'Inghilterra, è in uso la fragile ed insignificante « l. editoriale », può purtroppo dirsi una rarità.

LEGATURA - L. in avorio ed argento inciso (sec. XII) - Modena, Archivio del Duomo.
LEGATURA - L. in avorio ed argento inciso (sec. XII) - Modena, Archivio del Duomo.(fot. Orlandini)

LA L. ORIENTALE

Della l. orientale, limitata al bacino mediterraneo, è stato accennato più sopra in quanto nei secc. XV-XVI esercitò influenza su quella italiana.

L'Italia la conobbe attraverso Venezia, quindi la sua introduzione in Occidente coincide con la potenza di questa città; ma essa era molto anteriore. La più antica l. conosciuta è quella copta della Biblioteca di Berlino, che si fa risalire al sec. VI; copre un manoscritto su papiro ma tagliato in forma di codice ed è decorata con disegno geometrico, tracciato con la punta. Più tardi le l. copte presentano, oltre alle linee eseguite con la punta, intagli fatti col coltello che talvolta ricordano i musaici e le decorazioni architettoniche musulmane. L'uso del coltello durerà a lungo, anche quando la decorazione sarà eseguita per mezzo dell'impressione ed apparirà l'oro. Allora la l. orientale prenderà la sua forma definitiva che si conserverà immutabile per più secoli. Essa è principalmente caratterizzata da una mandorla centrale e da un delicato ricamo floreale dentro e fuori la mandorla, la pelle è scavata o impressa a grande profondità con gli stampi, la superficie inferiore è dorata o dipinta. Notevole è la falda, appendice della seconda faccia, che rovesciandosi davanti protegge il libro; soltanto nelle l. persiane compariscono gli animali. La Persia creò anche un tipo di l. che è chiamata « boschereccia »; su tutta la superficie delle facce e della falda è miniata una scena, spesso di caccia, talvolta di vita quotidiana con figure umane, quindi laccata. Questa tecnica, che ebbe il suo maggior splendore nei secc. XVI-XVII, dà la vaghezza di un quadretto di genere. - Vedi tavv. LXVII-LXVIII.

In alto: LEGATURA IN AVORIO con Cristo in gloria, la Vergine, gli Apostoli e la Pentecoste (sec. XI-XII) - Biblioteca Vaticana, ms. Barb. lat. 525. In basso: LEGATURA IN ARGENTO DELL'EVANGELIARIO detto della contessa Matilde (sec. XII) - Nonantola, Abbazia.
Tav. LXVII In alto: LEGATURA IN AVORIO con Cristo in gloria, la Vergine, gli Apostoli e la Pentecoste (sec. XI-XII) - Biblioteca Vaticana, ms. Barb. lat. 525. In basso: LEGATURA IN ARGENTO DELL'EVANGELIARIO detto della contessa Matilde (sec. XII) - Nonantola, Abbazia.(fot. Sussani) · (fot. Orlandini)
In alto a sinistra: LEGATURA DETTA CANEVARI - Biblioteca Vaticana. R. G. Geogr. II-91. In alto a destra: LEGATURA CON SEMINATO DI GIGLI FARNESIANI - Biblioteca Vaticana, R. I-IV-814. In basso a sinistra: LEGATURA «LE GASCON» - Biblioteca Vaticana, St. Barb. B. X-14. In basso a destra: LEGATURA DETTA
Tav. LXVIII In alto a sinistra: LEGATURA DETTA CANEVARI - Biblioteca Vaticana. R. G. Geogr. II-91. In alto a destra: LEGATURA CON SEMINATO DI GIGLI FARNESIANI - Biblioteca Vaticana, R. I-IV-814. In basso a sinistra: LEGATURA «LE GASCON» - Biblioteca Vaticana, St. Barb. B. X-14. In basso a destra: LEGATURA DETTA «À LA FANFARE» - Biblioteca Vaticana, St. Barb. A. VIII-42.(fol. Enc. Coll.)
LEGATURA - L. araba - Biblioteca Vaticana, ms. Barb. orient. n. 112.
LEGATURA - L. araba - Biblioteca Vaticana, ms. Barb. orient. n. 112.(fot. Enc. Catt.)
Bibliografia6 opere
BIBL.: P. Colombo, Il legatore di libri, Torino 1913; D. Cockerell, Boobbinding, Londra 1920; H. Loubier, Der Bucheinband, Lipsia 1926; G. Colombini, La rilegatura del libro, Sampierdarena 1926; G. Ricci, Dell'arte del libro, Bologna 1927; A. Del Vico, L'arte nella I., Roma 1931.

Lamberto Donati

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), coll. 1032–1035.

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Donati, Lamberto. “Legatura.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, coll. 1032–1035. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/legatura.

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Donati, Lamberto. “Legatura.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 1032–1035. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/legatura.

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