LEGATURA. - Per l. si intende l'arte di cucire saldamente i fascicoli del libro e di racchiuderli entro due assi di materia solida per conservarli più a lungo: essa perciò risale all'epoca nella quale il libro mutò la primitiva forma del rotulo in quella moderna.
Tale cambiamento, assegnato generalmente al sec. IV d. C., e causato dall'abbandono del papiro e dal diffondersi della pergamena e poi della carta, tavolette cerate (v.) usate sia dai Greci che dai Romani. Ampliate nel formato esse furono artisticamente scolpite all'esterno quando, verso la fine dell'Impero, i funzionari dello Stato usarono farne dono augurale agli amici. Poiché erano formate da due valve, sono chiamate e ditici consolari «; se ne trovano bellissimi esemplari nella Biblioteca Vaticana, nel duomo di Monza, nel Museo medievale di Brescia e in molte altre parti di Europa. I ditici consolari non possono propriamente dirsi l.: non sono che un ramo minore della tarda scultura a bassorilievo; ma è importante il fatto che alcuni siano stati impiegati per decorare libri posteriori applicandoli sulle l. lignee coperte di tessuto o di cuoio. Da questa l. fittizia, che corrisponde all'abitudine medievale di spogliare i monumenti antichi per decorare i nuovi, si passò a quelle abbellite da fregi metallici, da tavolette eburnee scolpite, da pietre rare e smalti variopinti. Quest'arte non ha ancora un carattere proprio, perché ha lo stesso stile della scultura, del musaico e dell'oreficeria; segue la stessa evoluzione della grande arte figurata ed architettonica, dal sec. VII al XIV. Se ne conservano stupendi esempi nella chiesa di S. Marco in Venezia, nella Biblioteca nazionale di Parigi, in quella di Monaco, di Berlino, ecc.
L'origine della l. moderna risiede nella l. monastica, già in uso nel sec. VIII. Essa è formata da due assi lignei, coperti in tutto o in parte di cuoio sul quale sono impressi a secco disegni geometrici, stelline, foglie ed altro, talvolta intagliando la pelle stessa. Spesso questa decorazione era arricchita con borchie agli angoli e al centro, con fermagli di bronzo e di ottone, parti metalliche sbalzate o niellate che servivano a difendere il libro dai danni dell'uso. Le biblioteche pubbliche usavano fissare i libri così rilegati al banco di lettura per mezzo di catene ferree;

(fot. Orlandini)
con l'ostentazione degli stemmi araldici, quindi trasferendo sulla pelle lo stile lezioso dei merletti e dei ventagli, nell'epoca napoleonica appropriandosi di elementi neoclassici, e così via. Nel secolo presente è caratterizzata da due correnti distinte: la prima costituita dall'imitazione dei migliori esempi del passato, resa ancora più fredda dall'uso del bilancere che imprime meccanicamente la composizione e può ripeterla infinitamente; la seconda invece, liberissima, spesso finanche asimmetrica, consiste nel rappresentare sulla faccia anteriore con contorni dorati e tasselli di pelle di più colori una vera simbolica illustrazione del testo. Questo stile è assai gradevole all'occhio e dà all'opera legata una simpatica individualità; ma, sia per l'alto costo, sia perché in molti paesi, come l'Inghilterra, è in uso la fragile ed insignificante « l. editoriale », può purtroppo dirsi una rarità.