MARCHETTI, GIOVANNI

MARCHETTI, GIOVANNI. - Unopo

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(Int. Enc. Catt.)

politico e scrittore, n. a Senigallia il 26 ag. 1790, m. a Bologna il 28 marzo 1852. Nel 1848 fu ministro degli Affari Esteri nel gabinetto Mamiani. Amico e familiare di Pio IX, compose in suo onore poesie ed una cantata, musicata dal Rossini ed eseguita in Campidoglio per il capodanno 1847.

Cristico letterario e dantista, scrisse canzoni, odi e sonetti. Notevoli: la cantica *Una notte di Dante*, un'odice deprecante il traffico degli schiavi negri e quella in morte del figlio di Napoleone. Numerose le poesie religiose,

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(1844-47): nell'ultimo fascicolo (pp. 237-72) è la relazione sul ritrovamento del sepolcro intatto del martire s. Giacinto (1845). Altre parti restarono sospese in seguito ai rivolgimenti del 1848-49, dei quali approfittò l'architetto lionese L. Perret per pubblicare una pretesa originale illustrazione artistica delle catacombe. Da parte sua il M. cedette al p. Raffaele Garrucci l'abbandonate materiale iconografico già raccolto, la pubblicazione delle pitture dei sepolcri di Vincenzo e Vibia, già edite come cristiane dal Bottari, e che il M. ricercò e ritrovò (1847). Ottenne da Pio IX di far trarre dal 1850 le copie di molte pitture cimiteriali; e le ordinò insieme con le antiche sculture cristiane nel nuovo Museo cristiano lateranense, fondato nel 1854. Massima sua benemerenza fu di aver impegnato all'archeologia cristiana il giovane G. B. De Rossi riservandogli dal 1842 la raccolta delle iscrizioni, e facendone poi con assidue premure il suo più valido discepolo, collaboratore e successore. Nell'epigrafia latina il M. fu meritatamente ritenuto emulo del Morcelli; e moltissime iscrizioni da lui composte celebrarono importanti opere e avvenimenti privati e pubblici del pontificato di Gregorio XVI e di Pio IX. Non inferiori alle doti d'ingegno, di erudizione e di operosità furono in lui le virtù religiose e sacerdotali.

BIBL.: P. E. Visconti, *Commemorazione*, del 1° marzo 1860, in *Atti della Pont. accad. romana di arch. 15* (1864), p. 134 sq.; *Civ. Catt., 4° serie*, p. 1586, 1), pp. 618-20; *Sommervogel*, V. coll. 528-31; *G. Celi, II p. G. M. dopo cinquanta anni*, in *Civ. Catt., 1910, 1, pp. 308-22, 447-65; H. Leclercq, s. V. in *DACL*, X, coll. 1821-25; E. Kirschbaum *G. M. (1795-1860) und G. B. De Rossi (1822-94)*, in *Gregorianum*, 21 (1940), pp. 563-606; R. Fausti, *Documenti sull'azione innovatrice del p. G. M. (n. 1860) negli studi di archeologia*, in *Rendiconti della Pont. accad. romana di arch. 19* (1943), pp. 105-79; id. *I p. G. M. (1795-1860) e il rinnovamento dell'archeologia cristiana*, *auspici Gregorio XVI e Pio IX (Miscellanea historiae pontificiae*, 7), Roma 1943, pp. 443-514.