MARLOWE, CHRISTOPHER.- Drammaturgo inglese, fiorito nell'epoca elisabettiana e ritenuto il maggior dei precursori di Shakespeare. N. a Canterbury il 6 febbr. 1564, m. a Deptford ca. la fine di maggio del 1593. Si stabilì a Londra dove svolse la sua attività di drammaturgo.
Nella sua biografia rimangono zone d'ombra non ancora chiarite dagli studiosi: venne altre volte accusato di «ateismo» e di «papismo» (sebbene in una scena del Doctor Faustus sia violentemente attaccata la Curia papale), due termini che suonavano quasi sinonimi nel linguaggio dell'epoca, e venne ucciso a soli ventinove anni in una rissa d'osteria apparentemente casuale ma forse provocata da un personaggio influente a corte (M. sembra essere stato anche un agente segreto). Nei suoi drammi maggiori M. proiettò gli aspetti diversi delle proprie misure ambizioni incarnandole nei protagonisti, che restano pertanto isolati nella loro simbolica fenomenalità: e non a torto fu asserito che l'essenza delle sue tragedie è il lirismo. Così in The Jew of Malta (1589) è incarnata la passione del denaro, in Tamburlaine the Great (1588) la sete del potere, in Doctor Faustus (1588) l'ambizione smisurata della conoscenza e dell'esperienza. Edward II (1592) è il solo dei suoi drammi che presenti una struttura più equilibrata e una minore sproporzione tra il protagonista e gli altri personaggi. M. fu anche poeta lirico e composto un raffinato e voluttuoso poemetto mitologico: Hero and Leander, di cui resta incerta la data di composizione, e sembra abbia collaborato in alcuni drammi giovanili dello stesso Shakespeare. Doctor Faustus è quella delle sue tragedie che ebbe la maggiore fortuna tra i posteri e in particolare tra i romantici sui quali M. esercitò un forte fascino.
AUGUSTO GUIDI