MASCI, FILIPPO

MASCI, Filippo. - Filosofo, n. a Francavilla al Mare il 29 sett. 1844, m. a Napoli il 7 dic. 1922. Insegno filosofia nell'Università di Padova e successivamente in quella di Napoli.

Discepolo di Bertrando Spaventa, studioso di Hegel ma soprattutto di Kant, il M. è considerato neokantismo (v.) italiano. Combatté strenuamente contro empiristi e positivisti difendendo il principio di apriorità delle forme conoscitive.

Opere principali: Le forme dell'intuizione (Chieti 1881); Le idee morali in Grecia prima d'Aristotele (Lanconio 1882); Pessimismo (Padova 1884); Coscienza, volontà, libertà (ivi 1884); Le teorie sulla formazione naturale dell'istinto (Napoli 1893); L'idealismo indeterminista (ivi 1898); Il materialismo psico-fisico e la dottrina del parafilosmo in psicologia (ivi 1901); È la sua opera più notevole: Filosofia, scienza e storia della filosofia (ivi 1902); E. Kant (ivi 1904); La filosofia della religione e le sue forme più recenti (in Rendiconti dei Lincei, 1910, pp. 385-454); Psicologia e sociologia religiosa (in Atti dell'Accademia di scienze morali e politiche, 39 [1910], pp. 214-302).

BIBL.: G. Gentile, Le origini della filosofia contemporanea in Italia, III, Messina 1921, pp. 81-109. Bianca Magnano