MASDEU, BALTASAR. - Gesuita, filosofo neoscolastico, n. a Palermo il 7 maggio 1741, m. a Palma di Maiorca il 31 dic. 1820. Dopo un periodo di insegnamento letterario nel Collegio dei nobili a Barcellona, fu deportato, in seguito al decreto di Carlo III contro i Gesuiti, in Italia (1768), dove rimase anche dopo la soppressione dell'Ordine. Dimorò prima a Ferrara e a Ravenna; quindi, come direttore spirituale del Seminario diocesano, a Faenza; poi, dal 1799, come professore di filosofia, a Piacenza nel Collegio di S. Pietro e in fine a Cremona, nel Seminario, dopo l'espulsione dei Gesuiti da Piacenza. Rientrò nell'Ordine poco dopo il suo ristabilimento (1814), e passò alla cattedra di filosofia nel Collegio Montession di Palma di Maiorca.
Formato alla scuola di Cervera (Catalogna), dove fin dal 1750 si era iniziato un movimento di restaurazione della scolastica, M. esercitò a Piacenza e Cremona un efficace influsso specialmente sul Buzzetti, per il rinnovamento della filosofia scolastica e tomistica italiana. Scrisse un corso di filosofia di cui però fu soltanto pubblicata Ethicae seu moralis philosophiae epitome (2 voll., Piacenza 1805); mentre le altre parti: Dialettica, Logica, Ontologia, Teodicea, Cosmologia, Psicologia, restarono manoscritte nella Biblioteca provinciale di Palma di Maiorca (cf. elenco e descrizione in M. Batllori, op. cit. in bibl., pp. 5-32).