MASSIMO, PATRIARCA DI ANTIOCHIA

MASSIMO, patriarca di ANTIOCHIA. - Già diacono della Chiesa antiochena e zelante della dottrina ortodossa, ruppe la comunione con il patriarca Giovanni perché questi si mostrava poco energico contro i nestoriani, tanto che s. Cirillo di Alessandria gli scrisse due lettere esortandolo alla moderazione.

Per l'intervento dell'imperatore Teodosio II, nel 449 fu eletto patriarca di Antiochia dopo che nel «Latrocinio» di Efeso era stato deposto Domino. Fu riconosciuto dal papa Leone Magno e partecipò al Concilio di Calcedonia (451), nel quale anatemizzò Dioscoro e partecipò anche alla stesura della definizione dogmatica. Fu deposto dai monofisiti nel 455 e poco dopo morì.

BIBL.: S. Cirillo Alessandrino, Epp. 57-58; PG 77, 320 sg.; Tillemont, XIV, 626, 640, 792; XV, 582, 623, 662 sg., 778; Fliche-Martin-Frutas, IV, pp. 197, 222-25, 283.

Agostino Amore

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“MASSIMO, PATRIARCA DI ANTIOCHIA.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 207. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/massimo-patriarca-di-antiochia.