MELKITI. - Il nome nell'uso scientifico designa i fedeli di rito bizantino, sia cattolici che dissidenti, dei patriarcati di Antiochia, Gerusalemme e Alessandria. La voce deriva dalla parola siriaca malka = re (βασιλεύς). M. furono chiamati dai loro avversari monofisiti i fedeli dei suddetti patriarcati, che ritennero la fede del βασιλεύς di Bisanzio. Essi furono cattolici finché, in un tempo difficile da stabilire, dopo lo scisma di Cerulario (1054), si separarono dalla Chiesa cattolica. Originariamente i m. seguivano il rito siro-occidentale e rispettivamente (in Egitto) il rito alessandrino; ma sotto l'influsso di Costantinopoli accettarono dal sec. x e graduamente il rito bizantino. Una parte di essi dal sec. XVII in poi ritornò all'unione con Roma. I m. cattolici hanno patriarcati propri senza interruzione dal 1724. Storicamente non c'è ragione di restringere il nome di m., come alcuni autori fanno, ai soli cattolici. Infatti oggi né i dissidenti né i cattolici danno a se stessi il nome di m. Quelli si chiamano «rumanos orthodoxi» e questi «greco-cattolici». Sui m., V. ALESSANDRO; ANTIOCHIA; GERUSALEMME; PATRIARCATO di Siriaca; M. si danno soltanto alcune brevi indicazioni.
I. M. CATTOLICI. - Il patriarca melkita di Antiochia si dà il titolo anche di Gerusalemme e Alessandria: si siede a Damasco o al Cairo. A lui sono immediatamente sottomesse le diocesi di Damasco, di Gerusalemme, di Alessandria, del Cairo e del Sudan, i fedeli di Costantinopoli e del 'Iraq. Queste diocesi contano insieme 41.400 fedeli (di cui 10.900 in Siria, 25.000 in Egitto, 3.150 in Palestina, 2.000 nel Sudan, 150 a Costantinopoli e 200 nel 'Iraq). Vi sono poi le seguenti diocesi suffragane: Ba'albek (27.500 fedeli), Zahleh (22.717), Tiro (3780), Sajda (15.000), Paneas (3000), Tripoli del Libano (5000), Hawran o Bosra (7453), Aleppo (14.000), Beirut (17.000), Homs-Hamah (8500), S. Giovanni d'Acri (25.000), Amman (6500). Quindi il numero totale dei cattolici melkiti nel territorio patriarcale è di 196.854, ai quali vanno aggiunti 71.800 dispersi specialmente in America. Le parrocchie sono 307; chiese e cappelle 379; sacerdoti 343, di cui 182 secolari.
Ordini religiosi: Basiliani del S. mo Salvatore (7 convento, 124 sacerdoti, 89 scolastici, 8 fratelli laici, 4 novizi e 55 postulanti); Basiliani di S. Giovanni di Suvar (110 monaci e 20 novizi); Basiliani aleppini (75 monaci, 15 novizi e 6 postulanti): di questi tre Ordini ciascuno ha il suo ramo femminile rispettivamente con 27, 45 e 30 membri; Paolisti, Congregazione moderna, attiva, fondata nel 1903 (30 sacerdoti, 11 scolastici, 13 fratelli, 10 novizi, 21 postulanti). Le Suore di N. Signora del Perpetuo Soccorso sono state fondate nel 1936 dai Paolisti e contano 35 suore e 13 novizi.
Per la formazione del clero esiste il Seminario di S. Anna in Gerusalemme, diretto dai Padri Bianchi. Nel 1948 fu riaperto il Seminario per vocazioni tardive ad 'Ajin Tiraz (Libano). I m. siri pubblicano la rivista al-Masarrah.
II. I M. DISSIDENTI. - Il patriarcato di Antiochia conta 152.000 fedeli; il patriarca, un arabo, risiede a Damasco. Il patriarcato di Gerusalemme ha 56.000 fedeli: il patriarca è un greco. Il patriarcato di Alessandria ha 130.000 fedeli, di cui i 3/4 sono greci recentemente immigrati. Il patriarca, un greco, risiede al Cairo (v. PIAGHE DI EGITTO). I m. in Egitto pubblicano la rivista Panthanos in greco e Il Buon Pastore (in arabo).
RITO MELKITA. - Sotto questa denominazione si comprende il rito praticato nei tre patriarcati dissidenti di Antiochia, Gerusalemme ed Alessandria, come anche nel patriarcato cattolico di Antiochia (il quale è congiunto in persona con i due altri), e nelle loro comunità sparse nell'America settentrionale e meridionale e nell'Africa.
Oggi, il rito m. è un ramo di quello bizantino, che differisce da quello in uso a Costantinopoli e in Grecia soltanto per la lingua liturgica che è l'arabo, per il canto e per alcuni usi particolari, più numerosi presso i cattolici (per l'origine del rito m., V. ANTIOCHIA di SIRIA. Il rito antiocheno; ALESSANDRIA d'EGITTO. Il rito alessandrino).
Dacché la Chiesa monofisita in Siria e in Egitto si costituì in opposizione a quella ortodossa, il rito di quest'ultima può chiamarsi melkita; ciò dal sec. VI-VII. La bizantinizzazione fece grandi progressi nel sec. X, per essere completa nel sec. XIII. Di grandissima importanza sono le due risposte di Balsamone, una, favorevole, intorno all'uso della lingua araba nella liturgia (PG 138, 957), l'altra, negativa, circa l'uso di formblari per la liturgia all'infuori della cristianismo e della basiliana (PG 137, 627; 138, 935). Gli «ortodossi» seguirono sempre da vicino il rito di Costantinopoli, gli altri, dopo l'unione con Roma, introdussero nuove feste nel calendario, la benedizione eucaristica, e, a causa della pratica della Messa quotidiana, fecero soppressioni o cambiamenti per i quali furono ripresi dalla S. Sede (p. es., la bolla Demandatam di Benedetto XIV del 24 dic. 1743); il Korolevskij (v. op. cit. in bibl., p. 191) distingue, fra questi usi, alcuni commedevoli, altri tollerabili, altri contrari a quello genuino.
Nella prima metà del sec. XVII Melzeio Karmi, metropolita di Aleppo, ha riveduto e completato la traduzione araba di molti libri liturgici; la sua recensione fu alla base delle assai numerose edizioni di quasi tutti i libri liturgici, fatte dai cattolici e dagli «ortodossi».