MINUTI, THÉOPHILE

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MINUTI, Théophile. - Religioso minimo, orientalista e paleografo, n. a Bras in Provenza nel 1592, m. a Marsiglia l'8 ag. 1662. Entrò nei Minimi nel 1610 e si specializzò nelle lingue orientali per l'interpretazione della S. Scrittura.

Fece viaggi in Oriente per incarico del dotto suo amico e mecenate Niccolò Claudio de Peyresc, recando in Francia esemplari del Nuovo Testamento in lingua siciliana, buon numero di testi copi e samaritani, mummie, nonete, medaglie; introdusse anche in Europa i bulbi della tuberosa. Ma ciò che il Peyresc e i suoi amici stivalvano la meraviglia della collezione era un codice trilingue del Pentateuco del sec. xii, che il M. trovò a Damasco nel 1631, contenente il testo ebraico in caratteri samaritani, una versione araba, in caratteri samaritani, e una parafrasi in lingua samaritana (targám). Il Peyresc ne fece dono al card. Barberini nel 1637 e da allora il codice trovasi nella Biblioteca Vaticana, fondo

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MINUTI THÉOPHILE — MIOLIS SIXTE-ALEXANDRE

Incaricato nel 1808 di procedere all'occupazione di Roma e all'arresto di Pio VII, di cui pur era devotissimo, non ebbe la dignità e l'ardire di sottrarsi ad una missione così triste ed ignominiosa specialmente per un soldato ed un credente, e a Roma restò come governatore generale fino al 1814. Esercitò tale carica non senza tanto e moderazione, imprimendo largo impulso alle manifestazioni culturali. Gli si debbono importanti scavi nel Foro, nonché opere di consolidamento e di restauro del Colosseo, del tempio di Vesta, della cloaca massima e di altri monumenti. Fu amico del Canova, dei cui consigli si valse per la riorganizzazione di numerosi istituti d'arte e di istruzione; gli assegni relativi al titolo comitale, di cui lo insignì Napoleone, devolvette interamente all'abbellimento della città. Caduto l'Impero, prestò giuramento di fedeltà a Luigi XVIII, che gli affidò il comando della divisione di Marsiglia, ma durante i Cento giorni tornò nelle file napoleoniche, assumendo il comando della piazzaforte di Metz. Radiato dall'esercito nel 1815, consacrò gli ultimi tredici anni della sua vita agli studi archeologici e alle pratiche di pietà.

Bibl.: L. Madelin, *La Rome de Napoléon*, Parigi 1806, passim.