MOAB. - Figlio di Lot per incesto con la primogenita (ebr. Mô'âbh; nella stele di Mesa m'b; assiro Mâ'aba, Mâ'b, Mu'aba; egiziano Muaba; interpretato dai Settanta èx tôô nàtôpôs môô, mê-âbhî, in rapporto all'episodio delle figlie di Lot, Gen. 19, 34-37). Da esso ebbe origine il popolo dei Moabiti, che diede il nome di M. al territorio che occupava; onde M. è indicazione etnografica (mô'âbhî) e geografica (ereş M. o têdhê M. « i campi di M. »: Ruth 1, 1, ecc.).
Il paese di M., tra Ammon a nord ed Edom a sud, originariamente abitato dagli Emim, confinava ad est con il gran deserto siro-arabico mediante una grossa striscia denominata « il deserto di M. » (Deut. 2, 8.13; Iudc. 11, 17), lungo la quale Israele salì, per non toccare il paese di M. Il torrente Zared (Wâdi el-Hesâ) lo delimitava nettamente a sud (Num. 21, 11 sg.; 33, 43 sg.); ad ovest, il Mar Morto e il corso inferiore del Giordano. A nord, la frontiera fu instabile; inoltre vi furono molte infiltrazioni ammonite. Anticamente essa raggiunse il Wâdi Nâ'ûr, al di là di Hesebon, e il Wâdi Nimrin. Il regno amministrato di Sehon e l'insediamento delle tribù israelite di Gad e Ruben ridussero M. a sud dell'Arnon, spesso considerato pertanto il suo confine settentrionale. EMESA (v.), le rivendicazioni di Iephte, le allusioni di Isaia e di Geremia dimostrano però che M. aveva ricuperato con il tempo le sue sedi a nord dell'Arnon (Num. 21, 25-32; Deut. 2, 24.36; Jos. 13, 25; Iudc. 18, 18.22; Is. 15, 4; Jer. 48, 21; F.-M. Abel (op. cit. in bibl.), I, p. 279); fino alle « steppe di M. » (arbôth M.), la fertile pianura tra il Giordano e i monti 'Arâbhîm, tra il Mar Morto e il Wâdi Nimrin, dove accamparono gli Israeliti prima di passare il Giordano e dove praticarono il culto licenzioso al Baal di Pê'ôr (v. BEELPHEGOR), che non è altro che Chamos, il dio nazionale dei Moabiti (cf. le stele di Mesa, di el-Ba'ûh (ca. 1300 a. C.); Num. 22, 26; Deut. 3, 29; Jos. 13, 20).
M. già allora appare ostile agli Israeliti, con il suo re Balac, figlio di Sephor, celebre per l'episodio

di Balaam l'indovino (Num. 22-24). Per tale ostilità nessun moabita, fino alla decima generazione, potrà essere ammesso nel popolo d'Israele (Deut. 23, 3-6). Al tempo dei Giudici, Egion re di M. opprime gli Ebrei nella pianura di Gerico e in tutta la regione circostante; sono liberati da Aod o Ehud (Judg. 3, 11-30). Saul combatte contro M. (I Sam. 14, 47). David infine sconfisse e sottomise M., punendone severamente i soldati con una specie di decimazione (II Sam. 8, 2). Mentre era perseguitato, egli aveva condotto a Masphé di M. i suoi genitori, ospiti del Re, per sottrarsi alla vendetta di Saul (I Sam. 23, 1-4), ché Ruth sua antenata era una moabita (Ruth 4, 13-22). Dopo la morte di Salomone, M. è AMORI (v.), che lo rende tributo al re di Regho d'Israele, cui deve ogni anno 100.000 agnelli e altrettanti montoni da lana (stele di Mesa; II Reg. 1, 1). Il re Mesa (sec. IX) nella sua stele enumera i successi riportati contro Ioram (853-842), re d'Israele, dal quale rimase indipendente (II Reg. 3). Iehú in seguito ricuperò qualcuna delle città perdute; ma tutto M. fu conquistato da Hazael di Damasco (II Reg. 10, 33 sg.). Con Ieroboam II (783-743) ritorna ancora tributario d'Israele (II Reg. 14, 25).
Nei secc. VIII-VII M. fu sotto il dominio assiurato. I suoi re figurarono nelle liste cuneiformi dei tributari: Salamanu sotto Teghathphalasar III (731), Kamusnaddi (Chamosnaddi) sotto Sennacherib (701), Musuri (l'egiziano) sotto Asarhaddon e Assurbanipal (673-668) (F.-M. Abel [op. cit. in bibl.], p. 280). Dopo la ribellione di Ioakim (ca. 601 a. C.), schiere di Moabiti, Ammoniti ed Edomiti s'unirono alle forze calde ed attaccarono Giuda (II Reg. 24, 2; cf. Ier. 12, 7-17). Nel 594 M., con Ammon, Edom, Tiro e Sidone, sollecitano Giuda alla ribellione contro Nabuchodonosor (Ier. 27, 1-11). Nel 588 si ribellò al Calde insieme a Giuda. Flavio Giuseppe (Antiq. Jud., X, 9, 7) narra che 5 anni dopo la distruzione di Gerusalemme Nabuchodonosor mosse guerra ad Ammon e a M. (cf. Ez. 21, 28-32). A partire dal periodo persiano, M. è assorbito a poco a poco dagli Arabi (cf. Ez. 25, 10) e poi dal Regno dei Nabatei (cf. Flavio Giuseppe, Antiq. Jud., XIV, 1, 4; 5, 2). «Gli Asmonei disputarono ai Nabatei il possesso di M., per gli antichi diritti di Gad e Ruben. Erode annesse a Galaad il territorio a nord dell'Arnón, formando la Perea. M. ricadde per qualche tempo sotto il dominio di Arcta, prima di entrare nella provincia romana di Arabia» (F.-M. Abel [op. cit. in bibl.], p. 280). Si adempirono così le profezie contro M. (Is. 15-16; Ier. 48; Ez. 25, 8-11; Soph. 2, 8-11), spesso crudele e inumano (Am. 2, 1).
MOBILE, DIOCESI di Città e diocesi nello Stato di Alabama, negli Stati Uniti d'America.
Comprende lo Stato di Alabama (51.540 migliaq.) e la parte occidentale della Florida per 7281 migliaq. per una superficie complessiva di 58.821 migliaq. La diocesi ha una popolazione di 3.048.891 ab. (censimento 1940) dei quali 70.739 cattolici (1950); conta 101 parrocchie, 69 cappelle, 61 missioni, 60 stazioni, scrive da 124 sacerdoti diocesani e 178 regolari; ha 15 comunità religiose maschili, tra le quali l'abbazia di S. Bernardo a Brookside e 29 femminili; 4 tra seminari e scolastici, 3 colleges, tra cui il forente Spring's Hill College dei Gesuiti; 15 High-Schools diocesane e parrocchiali, e 60 scuole parrocchiali; nel 1949 si ebbero 797 conversioni.
Deve il suo nome da Mauvila, città capitale del Golfo Indiano, conquistata dallo spagnolo Hernando de Soto nel 1540. Da allora all'inizio del sec. XVIII la vallata del Mississippi venne assistita da missionari domenicani, gesuiti e cappuccini, fino all'erezione della prima parrocchia il 20 luglio 1703 nel Fort St. Louis de la M. fondato dall'esploratore Iberville; ma la parrocchia fu alle dipendenze del Seminario per le Missioni Estere di Parigi fino al 25 apr. 1703 in cui Pio VI creò la diocesi di St. Louis (Luisiana e Florida) oggi Nuova-Orleans. Il papa Leone XII eresse M. sede di prefettura apostolica nel 1824 e nel seguente anno sede del vicariato apostolico.
Pio VIII il 15 maggio 1829 creò la diocesi di M. Primo vescovo fu mons. M. Portier (m. nel 1859); suoi successori furono mons. J. Quinlan (1859-83), mons. D. Manucy (1884-85); J. O'Sullivan (1885-96); E. P. Allen (1897-1926); J. J. Toelen dal 1927.
La diocesi è suffragana di Nuova Orleans. La Cattedrale è dedicata alla Immacolata Concezione.