MITANNI

Image from page 689
Image from page 689
Image from page 689
Image from page 689

MITANNI. - Stato nella Mesopotamia superiore tra gli anni ca. 1500 e 1365 a. C. che, specie sotto il suo re Saussatar (ca. 1450), Nuzu (v.) all'est del Tigri, ed anche l'Assiria, fino al regno di Alalah (Tell el-'Atsāneh) presso l'Oronte nell'ovest, e probabilmente fino al Mediterraneo. La sua capitale era Waššukkani, che è da collocarsi probabilmente nella regione superiore del fiume Ḥabur.

Il nome M. è innanzi tutto di carattere politico. Altri nomi sono sinonimi di esso: Ḥanigalbat, che è più antico, è piuttosto di origine geografica; Naharim, nome pure di origine geografica e spiegabile come forma originariamente duale (ma cf. Revue biblique, 57 [1950], p. 448): si usava dagli Egiziani (naharim) e dai Semiti dell'occidente (nahrima di el-'Amšrnah, nahārajim della Bibbia); Hurri, nome molto discusso nella formula «re di Hurri», come se volesse indicare un regno distinto da M.: ma è più probabile, come credeva già E. Meyer (Geschichte des Altertums, II, 1, Stoccarda-Berlino 1928, p. 372), che, essendo di origine etnica, si adoperasse quando il popolo di M. voleva distinguersi da stranieri. Secondo le diverse circostanze, l'uso di questi nomi variava.

Vari documenti cuneiformi fanno conoscere i seguenti re di M. con le date approssimative di fronte ai faraoni contemporanei:

| Egiito (Dinastia XVIII) | M. (Hurri) |
| Tuthmosis I ca. 1525 | ................. |
| Hašepsut | ................. |
| Tuthmosis III 1460- | ................. |
| Tuthmos V ca. 1414- | ................. |

(per cortesia di Massimo Pellas)

MISURATA, PREFETTURA APOSTOLICA di - Cattedrale.

tre scene di Mithra con Helios che nel mitre sotto S. Prisca è rappresentato a banchetto. Tracce del suo culto si trovano soprattutto nelle città marittime, lungo le vie commerciali, i grandi fiumi e i luoghi dove erano stanziate le guarnigioni romane, perché propagandisti più attivi del suo culto furono gli schiavi, i militari, spesso di origine orientale. Mitrei in Roma furono sotto il Campidoglio, presso S. Clemente, sotto le terme Antoniniane, sotto il Palazzo dei Musei di Roma, già Pantanella, presso S. Maria in Cosmedin, sotto S. Prisca, sotto il giardino Barberini alle Quattro Fontane ecc. In Italia il mitreo più notevole è quello rinvenuto a S. Maria di Capua Vetere con l'affresco del sacrificio di Mithra (A. Minto, Scoperta di una cripta mitriaca a S. Maria di Capua Vetere, in Notizie degli Scavi, 1924, p. 523 sgg.). Poi nelle province danubiane in Germania e Gallia; meno frequenti in Spagna, Britannia e Pannonia. La Grecia non presenta tracce del culto salvo a Patrasso, mentre penetrò in Dacia, Messia, Cilicia, Cappadocia, Ponto, Armenia fino a Doura Europos in Mesopotamia.

II. DOTTINA

I monumenti archeologici sono i più importanti per la ricostruzione della dottrina, mentre mancano le fonti scritte. Capo della gerarchia divina del mithraismo è Zervan-Akarana (il Tempo infinito), rappresentato con corpo umano ravvolto nelle spire di un serpente, alato e con testa di leone. Nelle spire del serpente sono rappresentati talvolta i segni dello zodiaco; nella mano ha un sestetto, o chiavi, o il fulmine. Questo mostro leontocefalo è identificato con il Crono-Saturno e con il Destino (Heimarmene). Successore di Zervan è Iuppiter (Ahura Mazda) dal cui connubio con Giunone nascono le altre divinità. Al suo regno di luce si oppone il regno tenebroso del male, con Ahriman e i suoi perfidi demoni. Tra Ahura Mazda e Ahriman sta di mezzo Mithra (Plutarco, De Is. et Osir., 45-47; cf. Pletho, Oracula magica Zoroastris, in C. Alexandre, Traité des lois, Parigi 1858, p. 279 sgg.). Nella lotta tra i due principi di Dio sarà vittorioso e salverà l'umanità.

III. LEGGENDA

I bassorilievi mitriaci rappresentano la storia di Mithra che nelle sue linee principali si può ricostruire così. Mithra nasce dalla pietra, e si copre con le foglie di un albero. Segue un diluvio e poi la siccità, ma Mithra salva gli uomini facendo scaturire acqua da una pietra. Va, obbedendo ad un ordine, a caccia di un toro che prima gli sfugge, ma è poi catturato e trascinato per le zampe in una grotta (transitus) dove Mithra lo iugula con un coltello (tauroctonia). Dal sangue taurino nascono spighe di grano, dal suo seme piante e animali, produzione invano impedita dal morso dello scorpione. Segue un patto tra Mithra e il Sole; i due siedono insieme a banchetto, poi insieme salgono nel carro solare verso il cielo.

IV. IL MISTERO

L'iniziazione mitriaca era segreta e preceduta dal giuramento di non rivelare il segreto del rito. Gli affreschi del santuario di Capua (A. Minto, in Not. Scavi, 1924, p. 523), rappresentano l'iniziando con gli occhi bendati e i polsi legati da lacci che con una spada vengono tagliati dal mistagogo, in funzione di «liberatore» (Pseudo Agostino, Quaest. Vet. et Novi Test.: PL 34, 2214).

Divenuto confratello della comunità mitriaca l'iniziato può ascendere i sette gradi della gerarchia: corvo (corax), ninfo (nymphus), soldato (miles), leone (leo), persiano (perses), corriere del Sole (heliodromus), padre (pater). I vari gradi mitriaci in ordine gerarchico sono

Article illustration
MITHRA E MITHRASIMO - Mitreo d. Via de' Cerchi - Roma.

HURRITI (HURRI) (v.) e Indo-ariani. I Hurriti, largamente diffusi, erano imparentati agli Horiti della Bibbia, e la loro lingua, né semitica né indoeuropea, a quanto pare, era proprio quella usata nel regno di M. Gli Indo-ariani poi, pur essendo in minoranza, come risulta dall'onomastica, non-dimeno formavano la classe regnante: così i nomi dei re di M., riferiti sopra, come pure quelli di altri capi nel regno, sono di carattere indo-ariano. Il predominio degli Indo-ariani si spiega forse per la loro maggior destrezza nell'uso del cavallo e dei mezzi di guerra.

BIBL.: A. Götz, Hethiter, Churrier und Assyrer, Oslo 1936; I. J. Gelb, Hurrians and Subarians, Chicago 1944, pp. 12-15, 65-80; R. T. O'Callaghan, Aram Naharaim (Analecta orientalia, 26), Roma 1948, pp. 51-92, 131-44.