MONDOVI, DIOCESI di. - Diocesi e città del Piemonte. La diocesi comprende 181 parrocchie (84 comuni: 70 in provincia di Cuneo e 14 in provincia di Savona). Sacerdoti: 396, 50 regolari; 10 case religiose maschili e 107 femminili. Popolazione: 164.000; superficie: kmq. 2.159,65. Confina con le diocesi di Cuneo, Fossano, Alba, Acqui, Savona, Albenga, Ventimiglia. Ha seminario maggiore e minore. Patrono: s. Donato, vescovo di Arezzo (festa: 7 ag.).
M., di formazione comunale, fu eretta in diocesi, quasi baluardo di romanità contro lo scisma di Occidente, da Urbano VI, con la bolla Salvator Noster, data in Perugia l'8 giugno 1388. Contemporaneamente era decorata dal Pontefice del titolo di città. La nuova diocesi venne smembrata da quella di Asti e resa suffragana di Milano. Nel 1515, con l'elevazione di Torino a metropolitana, passò a questa provincia ecclesiastica. Subì in seguito variazioni territoriali: nel 1768 ebbe altre parrocchie da Asti e da Alba; fu poi ridotta, per la costituzione della diocesi di Cuneo (1817), ma ricevette vaste zone da Alba. Il vescovo ha il titolo di conte ed è abate commendatario perpetuo di S. Dalmazzo. La Chiesa monregalese annovera nella sua storia figure insigni, quali: il card. Michele Ghisleri (s. Pio V); il dottor card. Vincenzo Laureo (1566-1587); Michele Casati (1753-82), noto per il catechismo che da lui prese nome; Tomaso Ghilardi (1843-73), strenuo assertore dei diritti della Chiesa.
Tra i monregalesi, sono degni di menzione: il card. BON (v.); il fisico G. B. Beccaria (v.) e il suo discepolo Giovanni Francesco Cigna; lo statista Vincenzo Ferrero marchese di Ormea (1680-1745); il venerabile G. B. Trona (1682-1750); Rosa Govone (1716-1776), fondatrice dell'Istituto delle Rosine; l'abate Domenico Soresi (1711-1788), letterato ed educatore; l'architetto Francesco Gallo (1672-1750), che costruì in Piemonte molte chiese ispirate al suo sobrio barocco, ed infine alcuni personaggi ed artisti del secolo scorso. Nel 1809 M. ospitò l'esule Pio VII che lasciò commoventi testimonianze del suo passaggio.
Scarce, nel monregalese, le vestigia romane (da segnalare i resti dell'Augusta Bagiennorum presso Benevagienna); più frequenti gli edifici medievali; numerose le pitture quattrocentesche, specie in cappelle campestri. Le migliori opere architettoniche sono del Settecento.
M. sorge in posizione dominante, circondata dalle Langhe, dalla pianura e dalla corona delle Alpi. È divisa in due parti: nella parte alta (Piazza) si notano: la torre dei Bressani ed il Belvedere; la Cattedrale di F. Gallo; il vescovado, con magnifiche sale; la chiesa della Missione, già S. Francesco Saverio, di Giovenale Boetto, con pitture di Andrea Pozzo rappresentanti la predicazione e la gloria del Santo; il Palazzo dei Gesuiti (oggi Tribunale); S. Chiara, la Misericordia (F. Gallo) e la Piazza Maggiore, a portici, ancora di intonazione medievale. La parte inferiore (i Piani), più commerciale, ha pure alcuni edifici degni di nota: S. Filippo, di F. Gallo, i SS. Pietro e Paolo (cupola del Vittone e facciata con il caratteristico "moro"). La città ebbe nel sec. XV una delle prime tipografie; dal 1560 fu sede di università e vi insegnò s. Roberto Bellarmino; mantenne poi sempre una buona tradizione di studi e di educazione. Possiede due biblioteche (del seminario e civica) e vari archivi. Autorevole storico locale fu, sul finire del Settecento, il canonico G. Grassi di S. Cristina. Sono vanto di M. numerosi istituti caritativi e svariate iniziative di beneficenza.
La storia religiosa della città negli ultimi secoli è legata al famoso santuario, sorto intorno ad una venerata immagine della Vergine per opera di Ascanio Vicozzi (inizio nel 1586) e ultimato dal Gallo (1729-33), con una grande cupola ellittica. Nell'immenso campo pittorico M. Bortoloni (1696-1750), succeduto a S. Galeotti, celebrò l'Assunzione di Maria Vergine e F. Biella, continuatore di G. Galli Bibiena, esegui le riquadrature. In diocesi si trovano altri numerosi e venerati santuari mariani, né mancano chiese artisticamente pregevoli.
MONDEVOI - MONETA DA CREMONA