MOSÈ bar KEFA. - Scrittore siro giacobita, ve scovo di Mossul, n. a Bálád nell'815 e m. il 12 febbr. 903.
Fu celebre per l'abbandanza e varietà dei suoi scritti i quali trattano di esegesi, di teologia speculativa, di filosofia e temi liturgici. Di questo patrimonio letterario una grande parte è andata perduta. Molti scritti sono ancora inediti, come i resti dei commenti che M. scrisse a quasi tutta la Bibbia e tre trattati sui Sacramenti del Battesimo e della Cresima. È pubblicata invece la versione latina di un'opera di M. sul Paradiso (PG 3, 481, 608) e un libro sull'anima (O. Braun, M. b. K. und sein Buch von der Seele, Friburgo in Br. 1891, pp. 1-18). M. dipende dallo Pseudoaereopagita e da Giorgio vescovo degli Arabi.
Ignazio Ortiz de Urbina