MOZZETTA. - Sopravveste usata dai dignitari ecclesiastici fuori delle funzioni liturgiche; è una mantellina che copre le spalle e buona parte delle braccia; nella parte anteriore si abbottona sul petto, alla parte posteriore, sull'alto, è cucito un piccolissimo cappuccio. È propria del papa, dei cardinali, dei vescovi, degli abati regolari e di quelli che la godono per consuetudine o privilegio pontificio (p. es., i capitolari di molte cattedrali). È portata sul rocchetto scoperto, oltre che dal papa, dai prelati rivestiti di giurisdizione.
L'origine della m. è incerta; forse è un accorciamento della cappa magna; di qui il suo nome. Il cappuccio venne diminuito quando fu usata la berretta. La m. era in uso a Roma nella seconda metà del sec. XV.
La m. dei cardinali è di seta rossa o porpora, di seta violacea o paonazza secondo i diversi tempi dell'anno; alla presenza del papa si porta sopra la mantellina. I cardinali appartenenti a Ordini monastici e mendicanti usano sempre la m. di lana, saia o panno e del colore dell'abito dell'Ordine a cui appartengono; p. es., i Benedettini nera, i Carmelitani bianca, i Francescani grigia. I vescovi usano
in molte delle 18 messe (oltre a frammenti di messe). Meno significativi i due oratori Betulia liberata (1771) e Davide pentente (1785); di grande intensità espressiva sono lo stupendo Ave verum (1791) ed il Requiem (1791) ultima composizione che, rimasta interrotta al Lachrymosa dies illa, fu terminata dall'allievo Ignazio Lüssmayer.
Considerata con minor favore durante il periodo romantico, la musica
il solo colore paonazzo o violaceo; i vescovi religiosi quello del loro Ordine, così gli abati regolari. Una m. senza cappuccio viene data come privilegio ai parroci in alcune diocesi.