NOME DI GESÙ, FESTA DEL

NOME DI GESÙ, FESTA del. - Celebrata, dalla riforma di Pio X, nella domenica che occorre fra il 2 e il 5 genn., e, quando manca questa, il 2 genn., con rito doppio di 2ª classe.

Una festa liturgica in onore del N. di G. esisteva in vari luoghi, già prima del 1530, senza peraltro un permesso della S. Sede, anche con il titolo: Trionfo del S.mo N. di G. Bernardino de' Bustis (v.), il quale aveva composto e pubblicato, con approvazione di Sisto IV, un Officium et Missa gloriasi Nominis Jesu (Milano 1492), non poteva però ottenere l'uso liturgico della sua composizione. Finalmente nel 1530 Clemente VII approvò il detto Ufficio con la Messa, fissando la celebrazione liturgica il 14 genn. Francescani, Agostiniani, Mercedari, Trinitari, Carmelitani, poi la Compagnia di Gesù, per nominare solo alcuni Ordini, le diocesi di Siena (1582), di Firenze (1643) e molte altre accettarono la festa. Ad Anversa, nella chiesa del convento di S. Michele, la festa era in uso, per la pietà di un laico, tale Ippolito, sin dal 1458, e, in forma liturgica festiva, dal 1492, ma al 15 genn., seguito poi, come data, da molte altre diocesi, e dai Domenicani, i quali vi rimasero fedeli fino al

1923. Finalmente, nel 1721 (29 nov

20 dic.), Innocenzo XIII, per istanza di Carlo VI imperatore, estese la festa del N. di G. a tutta la Chiesa, come doppio di 2ª classe, designandole la seconda domenica di genn. Venne infine la riforma di Pio X con il motu proprio Abhinc duos annos del 23 ott. 1913, che designava invece la domenica fra il 2 e 5 genn. (AAS, 5 [1913], pp. 458-60).

Litanie del S.mo N. di G. - Invocazioni litaniche del N. di G. sono già note nel medioevo. Nel Seicento circolarono nei vari libri di pietà diverse litanie in onore di Gesù, del Salvatore, del N. di G., dovute a ignoti autori, benché talora attribuite senza fondamento a s. Bernardo, s. Bernardino da Siena, Bernardino de' Bustis ed altri. Il severo divieto di Clemente VIII (1601) di non pubblicare altre litanie non approvate, fuorché quelle dei santi e le «lauretane», non fece sparire le varie litanie private del N. di G. Anzi a più riprese la S. Congregazione dei Riti fu sollecitata ad approvarle, come, p. es., nel 1631 dagli Agostiniani di Montescalfioso, nel 1640 dai Preti della Missione di Parigi, e poco dopo dall'arcidiocesi di Parigi stessa (1642), ma sempre invano. Finalmente nel 1862, in occasione della solenne canonizzazione dei martiri giapponesi, convennero a Roma molti vescovi; essi umiliarono a Pio IX la supplica di voler far compilare, sui vari formolari correnti, una litania unica e di contenuto solido in onore del N. di G. per concederne l'uso universale. Questa fu di fatto pubblicata nel 1876 (23 marzo: Acta S. Sedis, 9 [1876], pp. 366-68), con una indulgenza di 300 giorni, ma unicamente per quegli Ordinari che avessero fatta richiesta. Soltanto nel 1886 (16 genn.)

Leone XIII approvò la detta litania per tutta la Chiesa, e per l'uso pubblico liturgico (ibid., 18 [1886], p. 509), con la stessa indulgenza, portata da Pio XI nel 1933 (2 genn.) a sette anni (Enchiridion Indulgentiarum, 1950, n. 114).

BIBL.: Moroni, XLVIII, pp. 80-82; F. G. Holweck, Calendarium liturgicum festorum Dei et Dei Matris Mariae, Filadelfia 1925, V. indice; A. Cabassut, La dévotion au nom de Jésus dans l'Église d'Occident, in La vie spirituelle, 86 (1932), pp. 46-60. Giuseppe Löw
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“NOME DI GESÙ, FESTA DEL.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 1122. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/nome-di-gesu-festa-del.