MOZZI, LUIGI. - Teologo gesuita, n. a Bergamo il 26 maggio 1747, m. a Oreno (Milano) il 2 luglio 1815. Costretto ad abbandonare la Compagnia nel 1773, ancor prima d'esser ordinato, divenne sacerdote e poi canonico, esaminatore pro-sinodale, arciprete del Capitolo di Bergamo, ove si distinse per la molteplice attività. Lottò per quindici anni (1777-92) contro il giansenismo e i suoi fautori. In seguito si occupò dell'educazione specialmente dei giovani operai.
Perseguitato politicamente per la viva simpatia e l'ascendente che godeva fra i giovani, dovette abbandonare Bergamo (1797), dove tornò solo per un breve periodo, passando quasi tutto il resto della sua vita nella predicazione delle missioni popolari. Pio VII lo nominò (1804) prefetto dell'Oratorio del Caravita in Roma, ma il M. abbandonò presto tale incarico per rientrare nella Compagnia di Gesù, ricostituitasi in Napoli. Cacciati i Gesuiti da Napoli e poi anche da Roma, trovò asilo, dopo numerose peripezie, presso i conti Scotti di Milano e morì nella loro villa di Oreno, assistito dal suo amico s. V. Strambi.
I suoi scritti hanno carattere prevalentemente polemico contro il giansenismo. Scrisse pure alcune biografie, tradusse e annotò varie opere straniere, lasciando anche inedito un buon numero di manoscritti e di lettere. Per il pensiero del M. hanno importanza soprattutto le opere anti-gianseniste, nelle quali attacca, talora in modo violento, i suoi avversari. Vanno ricordate le opere relative al ritorno degli ebrei alla Chiesa: Lettere ad un amico (Bergamo 1777); alle questioni della Grazia per se stessa efficace e della predestinazione gratuita: Il falso discepolo di s. Agostino e di s. Tommaso convinto di errore (Venezia 1779); alle vicende della Chiesa di Utrecht: Storia compendiosa dello scisma della nuova Chiesa di Utrecht (Ferrara 1785), Storia della rivoluzione della Chiesa di Utrecht (3 voll., Venezia 1787); alla devozione del S. Cuore di Gesù: Il culto dell'amor divino (2 voll., Bologna 1792; opera di mons. J. H. Fumel, tradotta ed annotata dal M.).