MUTUALITÀ

MUTUALITÀ. - Il concetto di m. è strettamente connesso a quelli di previdenza e assicurazione. Con m. s'intende infatti in senso tecnico la riunione di un complesso di persone soggette ad uno stesso rischio e unite da un patto, esplicito o implicito, in base al quale i danni che perverranno ai singoli per effetto del verificarsi dell'evento connesso al rischio in questione saranno ripartiti con approvati criteri tra tutti gli associati. La m. costituisce quindi uno dei due presupposti sui quali si basa il fatto economico dell'assicurazione, mentre l'altro requisito essenziale per la istituzione del rapporto assicurativo consiste nell'esistenza di un rischio di verificarsi del quale sorge per la persona colpita un bisogno di carattere economico.

La costituzione di una m. nel senso precisato può avvenire per accordo spontaneo tra i singoli, e sorgono allora le associazioni mutue, ovvero può derivare dall'opera di un imprenditore che gestisce l'assicurazione e che raccoglie un sufficiente numero di persone alle quali gli garantisce l'indennizzo al verificarsi dei rischi assicurativi.

Le modalità attraverso le quali le somme dovute a coloro che sono colpiti dal sinistro vengono ripartite su tutti i componenti il gruppo che costituisce la m. variano da caso a caso. Nelle prime associazioni mutue, sorte sin dai tempi dell'antica Roma (Collegia tenuiorum) e sviluppatesi in seguito durante il medioevo, soprattutto con le gilde di mestieri, la ripartizione dei danni avveniva molto spesso al momento in cui uno o più soci era colpito dal sinistro. In seguito si ritiene più opportuno far pagare sin dall'inizio un conveniente contributo (premio) onde predisporre i mezzi per i futuri indennizzi e salvo ad effettuare successivi conguagli tra somme incassate e somme pagate. Quando infine sorsero le moderne imprese di assicurazione prevalse il sistema del premio fisso, determinato all'atto della stipulazione del contratto, restando a carico dell'impresa gli scarti sfavorevoli alla gestione derivanti dal verificarsi di un maggior numero di sinistri rispetto a quelli previsti. Il criterio del conguaglio sussiste tuttavia, sia pure in modo alquanto diverso, nelle imprese che hanno conservato la forma mutua.

Circa i metodi in base ai quali vengono fissati i premio ripartiti gli oneri tra i singoli componenti una certa m., nelle assicurazioni private vale il principio generale che ciascuno deve pagare in proporzione dell'intensità del rischio di sua pertinenza. Così in una assicurazione in caso di morte i singoli saranno chiamati a contribuire tenendo conto dell'età, ed in una assicurazione contro gli incendi i fabbricati adibiti ad uso industriale verranno tassati in misura più elevata delle case di abitazione. Si prescinde dal principio in questione nelle assicurazioni sociali gestite in forma obbligatoria nelle quali le contribuzioni dei singoli sono subordinate a diversi criteri e spesso sono in relazione ai salari individuali.

In un senso meno tecnico e più generale la parola m. serve ad indicare quel vasto movimento di associazione spontanea che ha portato, sino da tempi antichissimi, alla costituzione delle varie forme di mutue, sorte per la garanzia dei rischi più disparati (vecchiaia, morte, spese funerarie, malattia, invalidità, disoccupazione, infortuni, incendi, epidemie del bestiame, grandine ecc.). Tale voca

bono viene quindi usato frequentemente in contrapposizione alle altre forme con cui può essere gestita l'assicurazione o in genere la previdenza (imprese di assicurazione in stretto senso, istituti pubblici di assicurazioni private o sociali, istituti assistenziali ecc.).

Con il diffondersi delle moderne idee di protezione sociale e di sicurezza sociale e dei sistemi introdotti a tal fine nei principali Stati, nonché con la evoluzione e il perfezionamento delle imprese di assicurazione privata, il movimento mutualistico che in passato ha ricoperto un ruolo di primaria importanza come incitamento ed educazione alla previdenza e come remota alle speculazioni di imprenditori poco scrupolosi, tende oggi ad assumere compiti più modesti rivolgendosi a quelle forme di previdenza integrativa che interessano gruppi particolari o a quei settori ancora esclusi dai regimi generali di previdenza sociale.

BIBL.: E. Ioly, Le passé, le présent, l'avenir de la mutualité, Parigi 1893; F. Perrone, Dell'assicurazione mutua, Torino 1894; E. Greco, Le società di mutuo soccorso, ivi 1922; A. Travers-Brogstrom, Il mutualismo, trad. it., ivi 1922; P. Kropotkin, Il mutuo appoggio, Un fattore dell'evoluzione, 9 ed. it., Milano 1926; C. De Carolis, La cooperazione operaia in Italia, Roma 1927; G. Palieri, Origine e importanza sociale del mutuo soccorso, Bracciano 1928; C. Zappulli, Mutue agrarie, in Nuovo digesto tit. VII, pp. 827-831.