OWEN, ROBERT. - Socialista, n. a Newtown il 14 maggio 1771, m. ivi il 17 nov. 1858. Teorico del pensiero sociale e realizzatore di riforme, è tra le più suggestive figure del socialismo inglese. L’evoluzione del suo pensiero e della sua attività pratica va da quello che il Dolléans definisce come filantropismo padronale (allorché nel cotonificio di New Lanark, del quale è comproprietario, O. attua complesse provvidenze per i lavoratori) fino allo stadio successivo nel quale postula una sorta di comunismo agrario «autoritario e comunale», ma preparato e favorito dal governo stesso.
Molti dei suoi tentativi di organizzatore fallirono (tra cui la colonia di New Harmony, fondata negli Stati Uniti nel 1825), ma R. O. rimane uno dei principali tecnici del socialismo pre-scientifico, dove la visione di una società futura, plasmato ex-novo il «carattere» dell’uomo (che dipende dalla situazione economica oltre che dall’educazione), si incentra in uno specifico «automatismo» del bene: O. accetta solo il concetto di una religione razionale e accusa il clero di legare l’umanità alle catene di una società artificiosa. Favorevole alla politica degli alti salari, egli è al di qua del comunismo «industriale»: la teoria del valore-lavoro rimane realizzabile entro la cerchia di libere associazioni o di cooperative. La lotta che O. muove al «profitto» (nonostante il fallimento dei tentativi pratici per abolirlo, tra cui la *Labour exchange bank*, 1832-34), passò come la più importante eredità al socialismo posteriore.