L'omonimo maresciallo di Napoleone I, entrò nell'esercito imperiale.
Ufficiale di cavalleria, partecipò alle campagne di Spagna, di Russia e di Algeria. Nel 1849 gli fu affidato il comando del corpo di spedizione che doveva sbarcare nello Stato Pontificio. Le istruzioni rimessegli, sia dal ministero della Guerra sia da quello degli Esteri, erano vaghe. Le prime gli ordinavano semplicemente di occupare Civitavecchia e di rimanere quindi in attesa di nuove disposizioni; le seconde, redatte dal Drouyn de Lhuys, allora titolare del portafoglio degli Esteri, lo esortavano, in realtà piuttosto ambiguamente, a procedere all'occupazione della stessa città di Roma. L'O. sbarcato a Civitavecchia il 25 apr., senza incontrare resistenza da parte della Repubblica romana, tentò quattro giorni dopo di penetrare in Roma, ma il suo tentativo sanguinosamente fallì. Lo scacco dell'O. era dovuto alle perplessità del governo repubblicano francese, che mentre tendeva a dare una qualche soddisfazione alle diverse e contrastanti correnti dell'Assemblea nazionale, d'altra parte voleva controbilanciare il diretto intervento austriaco favore del Papa, fatto questo che avrebbe assicurato a Vienna l'egemonia nella questione italiana, intollerabile per il governo di Parigi. L'O., colpito dallo scacco che ledeva il suo onore di soldato, volle una piena riabilitazione che ottenne il 3 luglio con l'occupazione di Roma. Ebbe fine così la Repubblica mazziniana e fu reso possibile il ritorno di Pio IX. Rielletto nel frattempo deputato, l'O. a Parigi partecipò alle sedute dell'Assemblea legislativa. Durante il colpo di Stato di Luigi Napoleone, per il suo atteggiamento fu arrestato e rinchiuso a Vincennes fino al 16 dic. 1851.