PACE di DIO. - Lo sfasciarsi dell'Impero carolingio determinò lo svanire di quel programma di pace e di giustizia che Carlomagno aveva identificato nella missione imperiale e che aveva affidato ai suoi successori nell'Impero. Il mondo feudale che nel sec. x domina tutta l'Europa è pieno di guerre. Contrasti nascono attorno alle concessioni che i principi fanno ai loro fedeli di uffici comitati, di terre beneficiarie: l'organizzazione del feudo esige lotte continue: lotte dei vassalli con i principi loro signori, lotte tra vassalli e vassalli, lotte nell'interno del feudo, L'autorità dei principi non riesce ad imporsi; non esistono tribunali, non arbitri. La violenza domina; qualsiasi ordine, decisione, azione riveste subito l'aspetto di un atto violento extra legale. La Chiesa procede rigidamente: colpisce di gravi pene chi uccide; vieta la vendetta e colpisce chi uccide per vendetta; vieta l'usurpazione di beni delle chiese e dei monasteri e colpisce chi viola il divieto; così per chi danneggia le terre ecclesiastiche ed uccide o cattura i contadini ad esse addetti. La Chiesa estende anzi la nozione di sacrilegio applicandola a tutti i beni ecclesiastici senza distinzione e proclama l'anatema contro chi se ne rende colpevole.
Parrebbe che il male dovesse essere più grave in certe regioni della Francia, se nel 989 al Concilio diocesano di Charroux (Poitiers) i vescovi lanciano l'anatema contro chi con la violenza sottrae beni alle chiese, chi rapisce i beni dei poveri, chi commette violenze contro gente di chiesa. L'anno dopo analogo problema si discute al Concilio di Le Puy: il vescovo convoca i vescovi limitrofi ed i feudatari della regione. Anche qui si lanciano le pene ecclesiastiche contro quanti fanno violenza a chiese ed ecclesiastici, poi contro quelli che danneggiano i contadini sottraendo loro cavalli e bestiame, contro quelli che spogliano per via i mercanti. A Le Puy i vescovi raccolgono i feudatari e loro impongono di giurare le decisioni conciliari e poiché essi rifiutano si ricorre ai dipendenti della Chiesa che con le armi si impongono ai resti. L'idea di imporre la pace ai signori feudali per mezzo delle pene religiose si diffonde e si perfeziona per via. Nel 997 è il
duca di Guyenne che sollecitato dal vescovo raduna un concilio a Limoges : dopo aver fatto un bando analogo a quelli di Le Puy e di Charroux, si invitano i feudatari presenti a giurare un patto di pace e di giustizia. A Poitiers, nel 1000 interviene al Concilio il duca di Guyenne : per imporre la pace nella zona si stabilisce che ogni vertenza per usurpazione di terra sia decisa giudiziariamente davanti al duca ; se la procedura non riuscisse, i feudatari imporrebbero il diritto al prepotente con le armi. Anche il re Roberto verso il 1000 riunì ad Orléans vescovi e feudatari per imporre la conservazione della pace con le pene ecclesiastiche, perché la monarchia capettina non aveva la forza per dare valore alle sue leggi.
Così, fuori dell'azione regia, si continuò ad adottare nei vari concili francesi le decisioni prese al Puy nel 990, facendo giurare ai feudatari l'impegno di rispettare i beni delle chiese, le persone sacre, gli infelici, i mercanti. A Verdun-sur-Doubs nel 1016 vescovi, nobili, plebei prestarono giuramento di osservare un'ampia formula che mirava a proteggere, oltre le chiese, le popolazioni rurali, i beni agricoli, gli animali necessari per la coltivazione dei campi. Analogo giuramento impone nel 1023 a Soissons i vescovi della provincia ecclesiastica di Reims ; nel 1026 a Poitiers, poi a Bourges, a Limoges. Ormai non vi era concilio in terra di Francia in cui non si facessero simili bandi basati sull'amore di Dio e del prossimo. P. di D. si diceva perché in nome di Dio era stata annunciata la pace agli uomini di buona volontà. Spesso certo erano entusiasmi fugaci ; spesso chi giurava non era colui che era pronto a mal fare. In più luoghi si ricorse all'organizzazione di milizie volontarie alle dipendenze dei vescovi per combattere la violenza con la violenza : così a Poitiers nel 1038 l'arcivescovo impose a tutti i fedeli giunti alla maggiore età di osservare la pace e di accorrere in armi per combattere chi la violasse.
La p. di D. proteggeva la Chiesa ed i deboli, ma non impediva che la guerra continuasse ad infuriare. Perciò nel 1027 nel Sinodo diocesano di Elne (Roussillon) si parlò del modo di sospendere la guerra in certi periodi : si stabilì il patto (treuga) che nessuno combattesse dal sabato sera al lunedì mattina : così la domenica, giorno del Signore, era rispettata. L'idea si sviluppò rapidamente : nel 1041 in un Concilio della provincia di Arles si decise che la Treuga Dei, come venne chiamata, durasse dal mercoledì sera al lunedì mattina, si da proteggere i giorni della Passione. Alle varie diocesi fu inviata comunicazione della decisione che trovò favore : al Concilio di Montrioud (Lausanne) si decise di collocare sotto la protezione della tregua non solo i quattro giorni ultimi della settimana, ma anche tutto il periodo dell'Avvento, tutta la Quaresima sino all'ottava di Pasqua ; più tardi, in altri concili si inclusero i giorni della Pentecoste, le feste della Vergine e di alcuni santi, come s. Giovanni Battista, s. Lorenzo, s. Michele.
Dalla Francia tali canoni passarono in Italia, in Germania. Quivi l'idea fu accolta e diffusa dall'imperatore Enrico IV che a Costanza nel 1043 parlò in Chiesa ad una assemblea conciliare per proclamare i dies indulgentiae. Tale istituto non pare sia stato accolto con entusiasmo dal Papato, quale iniziativa locale. Nel 1070 Alessandro II in una lettera al vescovo di Torino Cuniberto scriveva : « De treva Dei noviter intenta, specialem poenitentiam iniungere nolumus, quia in canonibus non habetur ». Solo nel Concilio di Clermont del 1095, Urbano II l'adottò e la proclamò istituto ufficiale della Chiesa.
L'influsso della p. di Dio e della tregua di Dio non deve essere esagerato. L'organizzazione di milizie diocesane, l'uso della forza per combattere la violenza in pratica portavano conseguenze pericolose : le scomuniche e gli interdetti non erano, generalmente, armi sufficienti per reprimere i violenti. L'ordine e la pace sociale si rafforzavano con il crescere dell'autorità e della potenza materiale dei monarchi : l'anarchia feudale va scomparendo nell'interno dei grandi organismi territoriali perché i principi impongono con le armi la loro autorità ed i violenti sono colpiti come nemici dell'ordine monarchico. Così avviene, ad es., in Francia durante il sec. XII, grazie allo sviluppo della monarchia capettina ; in Italia ed in Germania sono gli imperatori che bandiscono la pace territoriale ; in Italia la pace sarà attuata definitivamente dai Signori del sec. XIV ; in Germania l'anarchia feudale scomparirà solo col formarsi dei grandi Stati dopo il sec. XVI.