OXFORD, UNIVERSITY DI

OXFORD, UNIVERSITY di. - In Inghilterra. Comprende ca. 7000 studenti, dei quali 1500 studentesse; gli studenti cattolici sono ora ca. 400 tra graduati e candidati (tra questi ca. 50 studentesse), mentre nel 1911 non superavano il centinaio.

L’Università appare nella seconda metà del XII sec. e crebbe per l’esodo da quella di Parigi nel 1167, quando il re Enrico II richiamò da quella sede i suoi sudditi. Il cancelliere è menzionato per la prima volta nel 1214, ma fino al 1368 vi era anche, quale legato pontificio, un ufficiale della Curia vescovile di Lincoln, nel cui territorio si trovava O. (oggi O. appartiene all’arcidiocesi di Birmingham). Nel 1395 Bonifacio IX esentò l’Università da ogni visita vescovile; tale privilegio, tolto da Giovanni XXIII, fu ripristinato da Sisto IV nel 1479.

Case di studio in O. furono aperte nel 1221 dai Domenicani, nel 1224 dai Francescani, seguiti poi, prima del 1300, dai Carmelitani, dai Benedettini e dai Cistercensi. Gli altri studenti erano dispersi in vari alloggi, cagionando mancanza di disciplina e disordini morali. Per porvi rimedio furono istituiti collegi per studenti laici, sul modello di quelli religiosi. Così sorse nel 1249 l’University College, ca. il 1262 il *Balliol*; nel 1264 il *Merton*, trasferito da Surrey a O. nel 1274; questo è il primo vero collegio e servì da modello agli altri che seguirono, cioè l’*Exeter* nel 1314, l’*Orieli* nel 1326,

il « Queen's » nel 1340, il « New College » nel 1379, il « Lincoln » nel 1427 per combattere l'eresia di Wicclff; l'« All Souls » nel 1437; il « Magdalene » nel 1458; il « Brasenose » nel 1509; il « Corpus Christi » nel 1516; il « Christ Church » nel 1525; vi erano anche molte « public halls » di cui resta solo quella di « St. Edmund's » (1269). Sotto la devota regina Maria furono rifondati il Collegio cistercense di St. Bernard, con il nome di « St. John's College » (1555), e il « Durham College » benedettino con il nome di « Trinity College » (1554). Dopo l'apostasia della regina Elisabetta furono fondati il « Jesus College » nel 1571, principalmente per i Gallesi; il « Wadham » nel 1613; il « Keble » nel 1870, sempre esclusivamente anglicano. L'antica « Broadgates Hall » divenne il « Pembroke College » (1624); il « Gloucester College » benedettino si mutò in « Worcester College » (1714); e « Hart Hall » (1284), chiamato « Hertford » nel 1740, venne soppresso nel 1818 e riaperto nel 1840. Le donne vennero ammesse ai gradi nel 1920.

L'Università fu incorporata nel 1571 (atto del Parlamento) e rimase esclusivamente anglicana fino al 1870, quando venne abolito l'esame di religione. I cattolici rientrarono così nel 1896, con l'approvazione dei vescovi inglesi, ma si fondò allora « Campion Hall »; seguito nel 1897 dal « St. Benetts Hall » per gli studenti benedettini.

Nei secc. XIII-XIV O. ebbe il suo splendore per professori e alunni quali Roberto Grossatesta, Adam Maesh, Alexandro di Hales, Ruggero Bacone, John Pekham (arcivescovo di Canterbury), Duns Scotto, William of Wykeham e nei secc. XV-XVI William Waynflete, Wolsey, Lily Liniacre, Groeyn, Colet, Norton, Warham, s. Tommaso Moro, il card. Reginaldo Polo e molti altri. Il periodo 1220-70 è considerato da molti quale età aurea di O. come pure è illustre il periodo 1485-1525. Funesta per O. fu l'apostasia di Enrico VIII, il quale proibì lo studio del diritto canonico e sotto Edoardo V (1547-53) alcuni pretensioni zelatori del « New Learning » saccheggiarono le biblioteche. La regina Maria (1553-58) fece il possibile per restaurare ogni cosa; ma la persecuzione elisabettiana esplose i migliori alunni, come ammettono anche alcuni protestanti sia antichi, quali Pietro Martire (Vermigli), Jewel e Pilkington, sia moderni, quali Broderick (1886), Gladstone (1892), ecc. Tra gli esuli per la fede si ricorderanno William Allen (poi cardinale), Robert Parsons, Gregory Martin, Richard Bristow, Thomas Harding, Thomas Stapleton e molti altri che si rifugiarono a Lovainio, Douai e Reims, confutando gli scrittori polemisti anglicani. Durante la persecuzione anglicana (1534-1681), l'Università dette alla Chiesa 63 martiri tra i quali s. Tommaso Moro, i bb. Edmondo Campion, John Storey, Cuthbert Mayne, Ralph Sherwin, John Roberts.

La Biblioteca dell'Università, istituita nel sec. XIII, fu rifondata dal grande raccoglitore di libri Thomas Bodley nel 1603 e perciò nota dovunque come « The Bodleian ».

L'Università si mantenne leale sotto il re Carlo I, ma soffrì molto durante le guerre civili (1641-49) e sotto la Commonwealth (1649-60). Sotto il re cattolico Giacomo II (1685-88

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(fot. British Council)
Oxford. Università di - Veduta aerea di O. e dei vari - Colleges * dell'Università.

) si celebrò liberamente la S. Messa nell'« University College », ma quando il Re volle introdurre un presidente cattolico nel « Magdalene College » gli usurpatori anglicani gridarono contro la tirannia. Dopo la rivoluzione del 1688 l'Università andò declinando; regnò allora l'indifferenza cristiana, benché un poco interrotta nel sec. XVIII dal metodismo di John Wesley. Nel 1833 si iniziò l'O. Movement, seguito da molte conversioni alla Chiesa cattolica. Gli studenti laici hanno ora la loro cappella (oratory) con cappellano residente (l'attuale è mons. V. ELEUSIO; uno dei predecessori fu mons. R. Knox). Fra gli illustri convertiti di O. dopo il 1870 si ricordano i benedettini J. H. Chapman e Beda Camm, il padre gesuita G. G. Martindale, i laici J. S. Phillimore e C. Dawson, mons. R. Knox. Fra i cattolici si ricordano H. Belloc, Fr. Urquhart, Fr. de Zulueta. L'Università è ricca di tesori di architettura, di letteratura e di manoscritti; benché vi sia piena libertà per i cattolici il tono dell'Università è secolare.

**Bibliogr.:**

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Movimento di O. - È così chiamato il tentativo fatto nel sec. XIX di una rinascita cattolica in seno al'anglicanesimo. Verso la fine del sec. XVIII, l'aristo-crazia sociale e intellettuale di Inghilterra, eccettuati pochissimi casi, non nutriva che disprezzo verso la religione cattolica. In tale ambiente, la Chiesa romana d'oltre Manica veniva chiamata « la piccola missione italiana » o « la piccola missione irlandese ». Il grido « no popery » (niente Papa) era comune tra gli In-glesi di allora; ancora nel 1770, bande armate, fanatizzate da quel grido, avevano saccheggiato e bruciato cappelle cattoliche. Pochi villaggi, nel Sussex e lungo la costa, e alcuni castelli conservavano ancora intatta la fede del periodo anteriore alla cosiddetta riforma.

Nel 1792 alcuni vescovi, 800 sacerdoti francesi e 600 suore abbandonarono la propria terra, in cui si era scatenata la Rivoluzione, e cercarono ospitalità in Inghilterra. Inattesa fu l'accoglienza: pastori anglicani e popolo diedero ai profughi prove di squisita carità e fecero anche stampare per loro uso breviari e Bibbie cattoliche. I preti francesi si diffusero in tutta l'Isola e si diedero ai lavori più disparati: divennero precettori, aprirono scuole, fondarono missioni. I preti cattolici inglesi e irlandesi colsero l'occasione per allargare il raggio della loro azione apostolica. L'esempio del clero francese immi-

gratis contribui a far crollare molti pregiudizi. Dopo il Concordato, la maggior parte di essi fecero ritorno in patria, ma alcuni rimasero in Inghilterra. Nel 1811, quando J. H. Newman, ragazzo londinese di appena 10 anni, arrivò alla scuola di Ealing, c'era ancora un prete francese tra gli insegnanti. L'influsso del clero immigrato, il ritorno della parte intellettuale del clero inglese allo studio dei Padri della Chiesa nonché all'esegesi scientifica, il disgusto, inoltre, che lo stesso clero anglicano cominciò a nutrire per l'intromissione del governo nelle cose spirituali, per l'incipiente critica tedesca e il progressivo indebolirsi della vita religiosa, contribuirono a preparare il movimento di O., il rinascimento cattolico in seno all'anglicanismo.

Il 14 luglio è, a giudizio del Newman stesso, il giorno di nascita di tal movimento. È il giorno in cui John Keble, il più eminente dei fellows del Collegio di Oriel pronunziò nella St. Mary's di O., chiesa anglicana dell'Università, il suo discorso sull'apostasia nazionale. Fu un vero grido d'allarme che penetrò in fondo alle anime e suscitò un'eco nella parte migliore dell'Università di O. Il 9 sett. uno scritto anonimo di 3 pagine venne diffuso in mezzo al pubblico; cominciava così: «Ai miei fratelli nel sacro ministero, sacerdoti e diaconi della Chiesa di Cristo in Inghilterra». Lo scritto era di Newman: «Io debbo parlare perché corrono tempi tristi e nessuno alza la voce contro di essi». Questo appello alle armi è il primo dei Tracts for the Times, i quali si succedettero poi ininterrottamente per 12 anni: da essi derivò il nome di «trattariano» dato all'inizio al movimento di O. Scopo di questi scritti anonimi fu di riportare in onore i dogmi e la morale cattolica traditi dall'anglicanismo. Prodigioso fu il loro effetto. Nel 1835 Pusey ci si dedicò con grande impegno: i Tracts divennero più lunghi e più nutriti di scienza. Il Tract 90, l'ultimo, fu pubblicato il 27 febbr. 1841. Il Newman vi dimostrava che i 39 Articoli di Elisabetta, il Credo della Chiesa anglicana, per quanto «prodotto di una epoca anticattolica, erano nel piano provvidenziale di Dio, non anticattolici del tutto, ché anzi, non contraddicevano al Concilio di Trento» e «avrebbero potuto perciò essere sottoscritti da coloro che aspirassero al cattolicesimo». Il 9 ott. 1845, Newman, nella solitudine di Littlemore, rientrò nella vera Chiesa per le mani del p. Domenico della Madre di Dio, passionista. Di tale conversione Disraeli disse in seguito: «Essa ha dato all'Inghilterra una tale scossa che ancora ne freme tutta quanta».

Il 29 sett. 1850 Pio IX riuscì la Wiseman (v.) cardinale arcivescovo di Westminster. Al suo arrivo a Londra fu inscenata una gazzarra. Ma le qualità personali di Wiseman valsero a trasformare l'opinione ostile in proprio favore. Nel marzo 1815 Manning (v.), pastore anglicano, laureato a O. e amico di vecchio data di Newman. Alla morte del Wiseman, gli succedette come arcivescovo di Westminster.

Pusey, la cui erudizione era straordinaria, diventò sempre più il centro del movimento di O.: si dimostrò contrario alle conversioni individuali, fatte così alla spicciola, ma fu favorevole alla corporate union con Roma, che era lo scopo ultimo del movimento. Il trattatianesimo diveniva il pavesimo. Nel 1856, il dr. Lee, clergyman anglicano, laureato ad O., scosso dalle idee di Pusey, lanciò un giornale con il titolo The union. Esso si propose di favorire l'unione con la S. Sede. L'anno dopo, Lee fondò l'Association for the promotion of the union of Christendom. Alcuni cattolici si unirono a tale crociata di preghiere. Vi si distinsero Lockhart e soprattutto Am-brogio Phillipps. Nonostante la simpatia dimostrata dal card. Wiseman, il 16 sett. 1864, in seguito ad alcuni incidenti, il S. Uffizio condannò l'A.P.U.C.; l'8 nov. 1865, in risposta alla lettera inviata da 198 anglicani unionisti, un secondo recitò del S. Uffizio ratificò la condanna. L'Associazione rimase allora composta di soli anglicani. Da essa, nel 1877, uscì l'Order of corporate reunion, fondato dal dr. F. G. Lee. Questi domandò la consacrazione episcopale a vescovi vecchi cattolici i quali posse

devono indubbiamente la successione apostolica. Due membri dell'O. C. R., il rev. Moseman e il dr. Seccombe (alcuni aggiungono anche il nome di G. Leycester Lyne) si unirono al Lee e ricevettero ugualmente la consacrazione episcopale dagli stessi vescovi. Lee e Moseman entrarono nella Chiesa cattolica poco prima della loro morte. Nel sett. 1865 Pusey aveva fatto uscire uno scritto intitolato Eirenicon, la Chiesa d'Inghilterra, parte della Chiesa una, santa, cattolica, del Cristo, e un mezzo di ristabilire l'unità visibile; nel 1869 pubblicò un secondo Eirenicon e un terzo nel 1870. Disgraziatamente le definizioni del Concilio Vaticano vi sono presentate agli anglicani in maniera esagerata e non esatta. Anche Pusey dovette rinunziare a qualsiasi speranza di unione. In seguito scrisse: «La maggioranza del Concilio mi ha facciato; da allora non ho toccato più alcun libro di controversia romana». Inoltre: «Il Concilio Vaticano è stato il più grande dolore della mia vita».

Dal 1870 al 1894 la ripresa cattolica continuò nell'altre-Monica; ma è solo nel 1894 che si delineò un nuovo orientamento concreto verso l'unione tra Roma e Canterbury, scopo supremo del movimento di O. il quale prese di giorno in giorno il nome di movimento anglo-cattolico. Tale orientamento concreto, nato dall'incontro avvenuto nel 1890 tra un prete lazzarista francese, M. Portal, e Lord Halifax, presidente dell'English Church Union, dopo aver suscitato grandi speranze, nonostante la tenace opposizione del card. Vaughan, dovette subire una battuta d'arresto nel 1896. Il 13 sett. dello stesso anno Leone XIII emanò la bolla Apostolica curae sull'invalidità delle ordinazioni anglicane. Il movimento di O. non venne tuttavia a cessare. In particolare il riforme della vita monastica e gli sviluppò dell'esegesi scientifica raggiunsero nell'anglicanesimo, nella prima metà del sec. XX, un grande sviluppo.

L'8 ag. 1920 la stampa inglese pubblicò l'Appello di Lambeth, firmato da tutti i vescovi anglicani, per l'unione delle Chiese. Lord Halifax vide rinascere le sue più care speranze: con l'aiuto dell'instancabile M. Portal e sotto la direzione del card. Malines (v.) che si svolsero dal 9 dic. 1921 al 12 ott. 1926: nuovo tentativo di riavvicinamento tra Roma e Canterbury. Il 1 ott. 1932, in preparazione al centenario del movimento di O., 51 dei leaders del movimento anglo-cattolico contemporaneo firmarono un Manifeste. Dal febbr. 1933 più di 359 nuove adesioni di clergymen anglicani vennero ad aggiungersi alle precedenti. Scopo del Manifeste era di attrarre l'attenzione sulla deviazione dell'anglocattolicesimo e di ribattere le vera via tracciata da Keble e Pusey per ricondurvi coloro che se ne erano allontanati.

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Giacomo de Bivort de la Saudée