PERSICO, IGNAZIO. — Cardinale, n. a Napoli il 30 genn. 1823, m. a Roma il 7 dic. 1895; entrò nei Cappuccini nel 1839, fu ordinato sacerdote nel 1846. Chiese subito di andare nelle missioni e la S. Congregazione di Propaganda lo inviò a Patna (India) dove il vicario apostolico, servo di Dio A. Hartmann, lo volle compagno delle sue fatiche.
Pertanto, trasferito nel 1850 a Bombay, Hartmann lo condusse con sé. Ivi egli fondò e diresse il *Bombay cath. examiner*, che ancora si pubblica; combatté con Hartmann e si distinse nella lotta contro lo scisma di Goa. Nel 1853 fu inviato come suo delegato speciale a Roma e come commissario dei vicari apostolici dell'India a Londra per difendere dinanzi al governo la causa delle missioni, ottenendo che esso riconoscesse l'autorità dei vicari apostolici. Nel 1854 fu nominato coadiutore di Hartmann, nel 1856 vicario apostolico dell'Indostan (Agra). Durante l'insurrezione degli Indiani contro gli Inglesi ebbe molto a soffrire e poi venne in Europa.
A Roma presentò con Hartmann varie proposte o *Memoranda* per il miglioramento delle missioni; quindi tornò in India. Ammalatosi nel 1860, fu costretto a ritornare in Italia. Dopo la guerra di s. cession: fu inviato nel 1866 dalla S. Sede con missione segreta negli Stati Uniti; nel 1869 prese parte al Concilio provinciale di Baltimora e poi al Concilio Vaticano. Nel 1870 fu nominato vescovo di Savannah, ma dovette dimettersi nel 1873 per causa di salute. Nel 1874 fu inviato per una missione diplomatica al Canadà, nel 1877 fu nelle Indie per sedare lo scisma sirocaldeo nel Malabar e per preparare l'erezione della gerarchia in India. Nel 1879 fu promosso vescovo delle tre diocesi unite di Aquino, Pontecorvo e Sora, che resse fino al 1887, quando fu proclamato arcivescovo di Damata e inviato in Irlanda per la questione del *Home-rule*. Reduce a Roma, la S. Sede lo nominò vicario del Capitolo vaticano e nel 1891 segretario della S. Congr. de Prop. Fide. Finalmente nel 1893 Leone XIII lo creò cardinale prete del titolo di S. Pietro in Vincoli e lo nominò prefetto della S. Congr. delle Indulgenze e delle S. Reliquie. In mezzo a tante fatiche e in mezzo a tante varietà di legazioni e missioni, costituito in dignità così alta, fece sempre risplendere l'umiltà e l'affabile piacevolezza del vero figlio di s. Francesco.